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Contratto unico a tutele crescenti e abolizione dell’articolo 18, Renzi lancia il nuovo Jobs Act

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L’introduzione di un contratto a tutele crescenti per i neoassunti era dal primo momento uno dei punti cardine del programma politico di Matteo Renzi, ma adesso per il governo a guida democratica lo scoglio numero 1 si chiama articolo 18.

Riforma del lavoro Renzi, cambia tutto in tema di assunzioni e licenziamenti

La riforma del lavoro sembra dover mettere a dura prova la composita maggioranza a sostegno dell’esecutivo in carica, con crescenti fibrillazioni dentro il Pd e seri rischi sulla tenuta del blocco sociale di riferimento del centrosinistra, sindacati compresi.

Non basta, al momento, la rassicurazione offerta dal premier in merito alla nuova formula di protezione dei giovani alle prese con l’inserimento nel mondo del lavoro: la sostanza dell’emendamento al Jobs Act promosso dall’esecutivo, ad avviso della Cgil e dell’ala critica del partito del Rottamatore, risiede nel superamento dello Statuto dei Lavoratori nella sua norma più significativa, in tema di licenziamenti e reintegro.

Nell’art.4 del disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro si prevede un riordino complessivo delle forme contrattuali, ma il decreto in preparazione potrebbe riservare diverse sorprese sia per quanto riguarda le tutele ai lavoratori assunti che per altri aspetti ancora non chiariti dai responsabili del governo.

(Apprendistato e contratti a termine, Matteo Renzi illustra i punti della riforma del lavoro)

Il rapporto lavorativo, secondo i dettami del provvedimento nell’agenda di Renzi e colleghi, andrà stabilizzandosi nel corso degli anni parallelamente all’anzianità di servizio, mentre ci saranno meno ostacoli per gli imprenditori nel momento della rottura del vincolo, quando al posto della contesa legale per l’eventuale reintegro del dipendente ci sarà spazio per un indennizzo in tempi brevi.

Lo scarso entusiasmo della sinistra (e delle organizzazioni sindacali più o meno vicine all’area democratica) per il tanto atteso Jobs Act, riveduto e corretto con un colpo forse definitivo all’articolo 18 porterà ad una serrata discussione in Parlamento, dove lo stato di salute del governo verrà messo alla prova alla vigilia di un autunno che, considerate le premesse, si annuncia rovente.

La stagione di riforme fortemente voluta da Matteo Renzi è appena cominciata, la battaglia interna alla maggioranza reduce dalle “larghe intese” pure e l’eventualità di un ritorno anticipato alle urne torna a farsi strada a soli 4 mesi dal trionfo elettorale del segretario Pd.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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