Professore a contratto in università: come funziona

La figura del professore a contratto nelle università italiane è molto diffusa, al punto da rappresentare la maggioranza del personale docente. L'ultima rilevazione (2010) effettuata dall'Ufficio di Statistica del Miur evidenzia infatti per l'anno accademico 2009/2010 41.349 soggetti assunti con detto titolo. Ma chi sono questi professionisti? E che cosa fanno? Ecco una breve guida per scoprirlo.

Identikit del professore a contratto

I professori a contratto sono specialisti esterni all'università, studiosi o esperti con comprovate competenze scientifiche e professionali, che i singoli atenei posso assumere per "sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche", quali la copertura di:

  • interi corsi di insegnamento vacanti;
  • moduli o parti di corsi di insegnamento per i quali sono necessari specializzazioni specifiche;
  • corsi di alta formazione post-lauream;
  • cicli di lezioni e di seminari integrativi dell'attività didattica istituzionale ad elevato contenuto scientifico.

L'assunzione di questi professionisti è proposta dai Consigli dei Corsi di Studio interessati, deliberata dal Consiglio di Facoltà e approvata dal Senato Accademico e avviene tramite selezioni pubbliche per soli titoli pubblicate sul sito web di ateneo e affisse agli albi dell'università e della struttura didattica interessata. La scelta dei docenti è quindi effettuata dal Consiglio di Facoltà, che procede a una valutazione comparativa dei curriculum, dei documenti e dei titoli inviati, insieme ad apposita domanda di partecipazione, all'attenzione del Magnifico Rettore.

In talune circostanze, ovvero quando è richiesta un'elevata e specifica competenza scientifica, che coincide con la figura di determinati professionisti, solitamente docenti di università ed enti di ricerca stranieri, il Senato Accademico, su richiesta della facoltà interessata, può autorizzare il conferimento di un incarico a contratto per un solo anno accademico. Diversamente, la collaborazione può essere rinnovata di anno in anno, fino a un massimo di sei.

Infine, per quanto riguarda la retribuzione dei professori a contratto, le università hanno a disposizione "finanziamenti a ciò specificamente destinati", che possono essere "eventualmente integrati dalle facoltà stesse su fondi di loro pertinenza".

Professori a contratto: pochi diritti e bassa retribuzione

In base alla normativa vigente, i professori a contratto in università hanno le stesse mansioni didattiche dei docenti strutturati, ma non possono partecipare alla vita 'democratica' di ateneo, non avendo diritto a far parte degli organi accademici collegiali. Un divieto al quale si accompagna quello di fregiarsi del titolo di professore se non specificando esplicitamente 'a contratto per la data materia di insegnamento', come stabilito dalla II sezione del Consiglio di Stato, il 9 ottobre 1985.

Una condizione di discriminazione e precarietà aggravata dalla situazione degli stipendi. In diverse università, infatti, la docenza a contratto è 'a titolo gratuito', nella maggior parte dei casi pagata appena qualche centinaia di euro all'anno e solo in poche circostanze retribuita in maniera decorosa.

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