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Cooperative e donne, oppurtunità europee e nazionali

Cooperative, donne, oppurtunità sono tre parole che viaggiano sempre più di pari passo. Lo afferma un comunicato diffuso dall’Alleanza delle Cooperative Italiane (ACI) l'8 marzo 2012 - a commento di alcune dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero - che parla di una rappresentanza femminile, all'interno delle Coop italiane, pari a più della metà dei lavoratori totali. Numeri che secondo l'ACI sono significativi "di grande modernità sociale ed economica della cooperazione" e che fanno da apripista a tutta una serie di progetti per valorizzare la figura della donna nelle pmi.

Coop e donne: progetti internazionali e nazionali

Cooperative e donne, un'oppurtunità per tingere di rosa l'imprenditoria italiana? A quanto pare sì. Una serie di progetti di respiro europeo e nazionale ha infatti come obiettivo quello di promuovere la presenza delle donne nella filiera produttiva non solo da un punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo, ritagliando loro un numero sempre maggiore di ruoli di responsabilità.

A livello internazionale l'iniziativa di riferimento è quella approvata dalla UE in collaborazione con Agci (Associazione generale cooperative italiane), Confcooperative e Legacoop. Intitolato significativamente 'Donne attive nelle pmi: pratiche innovative di promozione della donna co-imprenditrice nelle pmi europee e nelle relazioni industriali', questo progetto si propone di rafforzare il "ruolo delle donne nei processi decisionali e la loro partecipazione nei consigli di amministrazione" attraverso una serie di interventi volti a conciliare "vita privata e vita professionale". Definizioni altisonanti che tradotte in soldoni significano impegno da parte del governo per trovare modalità innovative di accesso agli incarichi di alta direzione, incrementare la formazione mirata e permettere alle donne di portare avanti di pari passo lavoro e famiglia.

A livello nazionale, invece, dal 2010 è attivo il 'Progetto per lo sviluppo della dirigenza istituzionale femminile' di Agci, che ha come finalità di valorizzare le quote rose esistenti all'interno delle cooperative aderenti, l'inizitiva 'Fil. Famiglia, Impresa, Lavoro' di Confcooperative, che come dice il titolo stesso si propone di studiare e mettere in pratica strategie per conciliare vita personale e professionale delle lavoratrici, e il percorso 'Valorizzazione delle risorse umane in ottica di genere' di Legacoop, che delle 17 cooperative aderenti ne conta già 14 dei settori sociale, servizi, costruzioni, grande distribuzione impegnate attivamente a metterlo in pratica.

Coop in rosa: i numeri dell'Italia

La situazione dell'occupazione femminile nelle cooperative italiane è confortante. Secondo quanto riporta l'ACI, infatti, il 53% delle 1.200.000 persone che operano nelle 43.000 realtà affiliate sono donne, con picchi del 60% in alcuni settori specifici, come per esempio quello sociale. Dati che confermano che cooperative, donne, oppurtunità sono tre concetti strettamente legati, che possono rappresentare una nuova via allo sviluppo dell'economia nazionale, a maggior ragione in considerazione del fatto che "secondo dati Bankitalia, con occupazione femminile al 60% avremmo +7% di PIL", come sottolinea ancora l'ACI.

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