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Corrado Passera, chi è?

Battezzato 'super-ministro' al momento della sua nomina, Corrado Passera riveste in effetti un ruolo chiave nel governo Monti, in quanto titolare dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti. Un incarico 'delicato', che questo banchiere e manager è arrivato a ricoprire al culmine di una carriera fatta di molte luci e qualche ombra. Ecco allora una breve biografia per conoscerlo meglio.

Identikit di Corrado Passera

Corrado Passera nasce a Como il 30 dicembre 1954, si laurea alla Bocconi nel 1980 e successivamente consegue un Master in Business Administration (MBA) alla Wharton School di Philadelphia (USA). Un curriculum accademico di tutto rispetto, che gli permette di entrare a far parte della prestigiosa società di consulenza manageriale e strategica americana McKinsey Company, che lascia dopo 5 anni, nel 1985, per diventare Direttore Generale di CIR.

La collaborazione con la holding del Gruppo De Benedetti si evolve nel tempo: nel 1990, infatti, Passera entra nel mondo dell'editoria - rivestendo prima il ruolo di amministratore delegato di Arnoldo Mondadori Editore e poi di vice-presidente e CEO del Gruppo Espresso-Repubblica - e quindi, dal 1992 al 1996, diventa co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti.

Dal 1996 al 1998 è amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto e nel 1998 è chiamato dal Ministro del Tesoro in carica, Carlo Azeglio Ciampi, a rivestire il ruolo di amministratore delegato della neonata Poste Italiane Spa. Dopo una politica di tagli e investimenti che porta al risanamento dell'azienda, nel 2002 Passera entra a far parte di Banca Intesa, che sotto la sua guida si fonde con Sanpaolo IMI, dando vita a Intesa Sanpaolo. In concomitanza con l'incarico di amministratore delegato del Gruppo ricopre anche lo stregico ruolo di advisor nell'operazione di salvataggio di Alitalia.

Il 16 novembre 2011, dopo la nomina a ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti del governo Monti, con una nota ufficiale Passera annuncia le proprie dimissioni da Intesa Sanpaolo, affermando altresì di aver venduto tutte le azioni della banca da lui possedute, "pur non avendo alcun obbligo di farlo".

I 'casi' Poste Italiane SpA e Alitalia

Nei quattro anni di gestione di Poste Italiane SpA, Corrado Passera riesce nell'impresa di far registare il primo bilancio utile dell'azienda (2002), anche se a fronte di una politica di tagli che si concretizza in 20 mila esuberi. Tuttavia, come scrive Stefano Sansonetti di Italia Oggi, non è tutto oro quello che luccica: "Massimo Sarmi, attuale ad della società pubblica, e il suo predecessore Corrado Passera, oggi al vertice di Intesa Sanpaolo, non sono esenti da responsabilità. In qualche modo dovevano controllare una vicenda che ha portato la spa a stipulare, tra il 1999 e il 2004 la bellezza di 540 contratti derivati, praticamente speculativi, che hanno causato alle casse di Poste un danno di 76 milioni. Sarmi e Passera, però, non possono essere condannati per danno erariale. Il motivo? Semplice, non sono stati chiamati in causa. Soltanto la Guardia di finanza, in un rapporto, aveva ventilato la loro responsabilità, ma senza un seguito concreto".

Un'ombra che offusca il successo da lui conseguito, come quella sulla fusione Alitalia-Air One, descritta come una spregiudicata operazione che costringe lo Stato (nella persona dei suoi cittadini) ad accollarsi gli oneri delle casse integrazioni e della 'bad company', mentre una cordata di imprenditori acquista le attività redditizie.

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