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Dati Istat disoccupazione novembre 2014, il 13% degli italiani senza un lavoro: è record storico

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Ancora un record di segno negativo per l’economia italiana, ferma al palo da ormai un lustro e lontana dagli standard precedenti alla fase di recessione tuttora in corso soprattutto in campo occupazionale.

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La perdita di posti di lavoro sembra inarrestabile e soltanto la leggera crescita dei contratti a tempo indeterminato attenua lo shock dei dati appena certificati dall’Istat relativamente al periodo di ottobre 2014.

Su base annua si è perso un punto percentuale rispetto al corrispondente mese del 2013, mentre in termini assoluti il numero degli occupati è stato calcolato in 22 milioni e trecentomila unità, cinquantacinquemila di meno in confronto a settembre.

L’Istat ha certificato altresì che sono 3,4 milioni in totale i disoccupati italiani, duecentottantaseimila in più in confronto all’anno scorso e ben 90mila da settembre ad ottobre del 2014.

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Meno drammatica la situazione se l’analisi viene circoscritta all’ultimo trimestre, caratterizzato dal un parziale recupero di forza lavoro specialmente al Nord, dove si registra una crescita occupazionale dello 0,4% con 47mila unità in più, un terzo del totale dei nuovi lavoratori a livello nazionale.

Continua il trend negativo nelle aree economicamente meno sviluppate del Paese, in primis nelle regioni meridionali che perdono 23000 posti di lavoro in tre mesi, tuttavia rallentando la caduta rispetto ai due trimestri precedenti.

Il record storico della disoccupazione in Italia è comunque indiscutibile, sia in relazione alle serie storiche mensili rilevate dall’Istat a partire dal 2004 che sulla base delle tabelle trimestrali raccolte dallo stesso istituto dal 1977.

In crescita, invece, il ricorso al tempo indeterminato da parte delle aziende italiane in base alle nuove disposizioni stabilite nel decreto Poletti in materia di assunzioni di lavoratori dipendenti: la percentuale registrata nel 2014 è del +7,1 pari a 400mila nuovi contratti.

Soddisfazione per l’aumento tendenziale della formula contrattuale stabile è stata espressa dal ministero del Lavoro, con un comunicato stampa all’insegna dell’ottimismo in cui si sottolinea il segno positivo dei dati Istat sulle “comunicazioni obbligatorie”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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