Dati sull'occupazione femminile 2012: al Sud è "emergenza sociale"

I dati sull'occupazione femminile nel 2012 ancora una volta evidenziano le difficoltà del mercato del lavoro nel Mezzogiorno, per il quale l'Istat nel solito comunicato mensile diffuso a giugno parla del 35.9% di giovani che non riesce a trovare un impiego e addirittura del 51.8% di donne tagliate fuori da qualsiasi attività professionale. Una vera e propria "emergenza sociale", come la definisce il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese. Ecco un quadro della situazione.

Donne e lavoro: la situazione del Sud Italia

Il rapporto diffuso a giugno dall'Istat, relativo a maggio 2012, evidenzia una diminuzione dello 0.7% nel numero dei disoccupati a livello nazionale, che rispetto ad aprile cala di 18 mila unità, attestandosi su 2.584 soggetti, ma registra un aumento tendenziale tanto per gli uomini (28.2%) che per le donne (23.6%). E per queste ultime, al Sud la situazione è drammatica.

Secondo il dossier 'La condizione e il ruolo delle donne per lo sviluppo del Sud' diffuso a marzo 2012 dallo Svimez, l'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, nella fascia di età 15-34 anni "al Sud nel 2010 lavora regolarmente meno di una giovane su quattro, con un tasso di occupazione fermo al 23,3%", con le donne laureate che "anziché essere oggetto di politiche di sviluppo, rischiano di restare a casa con bambini e anziani a causa del sistema di welfare che ostacola la conciliazione lavoro-famiglia". E non va meglio alle under 64, con un tasso di occupazione del 30.5%, distante quasi 30 punti percentuale da quello della media europea, di 58.2%.

Ma, a quanto pare, il quadro è anche peggiore. Secondo lo Svimez, infatti, i dati sull'occupazione femminile 2012, che parlano ufficialmente del 15.4% di donne meridionali disoccupate, non sono reali, in quanto non tengono conto di coloro che dopo diverse esperienze di precariato vengo assorbite nel cosiddetto 'sommerso'. Sottraendo queste donne a quello che lo Svimez definisce il "limbo statistico di chi non è occupato nè disoccupato", la cifra delle disoccupate triplica, passando da 393 mila da 953 mila. E se si aggiungono anche le cosiddette 'scoraggiate', ovvero coloro che per l'Istat sarebbero disponibili a lavorare, ma hanno smesso di cercare un impiego, delle 893 mila donne italiane che si trovano in questa condizione 575 mila sono al Sud.

Riforma del lavoro 2012: un aiuto alle donne del Sud?

I dati sull'occupazione femminile 2012 sottolineano una generale difficoltà per le donne nel trovare lavoro, soprattutto al Sud. Una situazione per contrastare la quale la riforma Fornero, approvata il 31 maggio 2012, prevede una serie di facilitazioni per incentivare le aziende ad assumere personale femminile.

In particolare, l'articolo 53 del disegno di legge stabilisce sgravi fiscali per "le assunzioni, a partire dal primo gennaio 2013, di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi" residenti in aree cosiddette "svantaggiate". Questo significa per le imprese una riduzione del 50% dei contributi per 12 mesi, che in caso di assunzione della lavoratrice con contratto a tempo indeterminato può arrivare fino a 18.

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