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Stress: i lavoratori zelanti sono i più a rischio

Niente andrebbe preso troppo sul serio, neppure il lavoro. Secondo un recente studio pubblicato dall''International Journal of Occupational and Enviromental Medicine', i lavoratori più zelanti, 'molto severi nel giudicare le proprie performance', sono quelli più a rischio stress.

Il dipendente modello che si identifica totalmente con gli obiettivi aziendali, e pensa che un suo errore o scarso impegno possa influire negativamente sul destino dell'azienda, finisce paradossalmente col ottenere quello che più paventava: un calo di produttività. 'Le più tese e stressate - ha spiegato Carolyn Dewa, a capo dei ricercatori canadesi che hanno condotto l'indagine - sono proprio le persone che investono al massimo sul proprio lavoro. Dal punto di vista aziendale è nel miglior interesse di una compagnia sostenere questi lavoratori'.

Lo stress cronico, infatti, porta inevitabilmente a peggiorare problemi di salute mentale e fisica già esistenti, oltre al rischio incombente di esaurimento nervoso (in inglese burnout), che mette del tutto fuori gioco il lavoratore. Le aziende, suggerisce lo studio, dovrebbero inquadrare i lavoratori più rischio e metterli in guardia, in qualche modo, da loro stessi. Dovrebbero altresì compiere interventi volti a rendere più salubri gli ambienti di lavoro e confortevoli i ritmi.

'A lungo termine, spiegano gli autori dello studio - questi interventi potrebbero portare a risparmiare, solo in Canada, qualcosa come 17 miliardi di dollari l'anno in perdita di produttività.'

(foto © 626foggia.com)

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