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Diritti dei lavoratori: l'Europa richiama l'Italia

L'Europa bacchetta ancora l'Italia. Questa volta si tratta dei diritti dei lavoratori. Secondo il rapporto del Comitato Europeo dei diritti sociali, dal titolo 'Conquiste del lavoro', le condizioni lavorative nel Belpaese non sono per niente belle.

Manca in primis un salario minimo che garantisca a tutti i lavoratori italiani un livello di vita dignitoso, al contrario di quanto avviene, ad esempio, in Francia. Alcune categorie in particolare poi, segnala il Rapporto, non godono dei diritti che andrebbero invece loro garantiti. I pescatori italiani, ad esempio, possono lavorare per contratto fino a 14 ore al giorno: 72 ore la settimana!

Nel nostro paese, manca anche una politica nazionale capace di garantire la sicurezza sui posti di lavoro, soprattutto per quelle professioni considerate pericolose o dannose per la salute. In controtendenza, alcune imprese italiane eccellono invece per ambienti di lavoro particolarmente rispettosi dei diritti dei lavoratori.

Il Sole 24 Ore ha di recente pubblicato una classifica stilata dal Great Place to Work Institute con le 35 migliori aziende italiane in quanto ad ambiente di lavoro. La classifica include molti nomi del settore tecnologico, come ad esempio le filiali italiani di Microsoft e Cisco System, rispettivamente al terzo e secondo posto.

Altre aziende sono la Sas, società di Business Intelligence, che si è guadagnata la 27esima posizione, e al 13esimo posto la National Instruments Italy, società fornitrice di strumenti di sviluppo e testing. Aziende queste che non solo rispettano i diritti dei lavoratori, offrendo loro ambienti di lavoro confortevoli e stimolanti, ma che a fine anno chiudono 'stranamente' i bilanci in positivo.

(foto © collettivoltreilponte.wordpress.com)

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