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Disoccupazione giovanile, la generazione venduta!

Allarme per la disoccupazione giovanile. Uno studio condotto dall'Ocse segnala come in un contesto di lenta ripresa economica, i giovani europei abbiano ancora enormi difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro. Nel terzo trimestre del 2010, il tasso di disoccupazione giovanile nell'area Ocse era del 18,5%. In termini numerici, si tratta di oltre 3 milioni e mezzo di giovani tra i 15 e i 24 anni senza lavoro.

Una situazione estremamente delicata che in Italia diventa drammatica. Nel nostro paese infatti, il tasso di disoccupazione giovanile raggiungeva a ottobre 2010 ben il 26,2%. E queste sono stime al ribasso, poiché non tengono conto di coloro che hanno appena finito gli studi. In tutti i 26 paesi Ocse infatti, è in crescita la percentuale di giovani tra i 15 e i 24 anni che, pur avendo finito gli studi, sono ancora senza lavoro.

Il quadro diventa ancor più preoccupante, quando nel rapporto si legge che, dei 16,7 milioni di giovani disoccupati, ben 10 milioni non sono più sul mercato del lavoro perché scoraggiati. Inoltre, alcuni studi condotti negli Stati Uniti e Inghilterra mettono in relazione la disoccupazione giovanile con effetti negativi persistenti sui salari.

È indispensabile allora compiere degli sforzi per contrastare questo fenomeno, garantendo l'accesso agli ammortizzatori sociali anche ai giovani senza lavoro. In molti paesi Ocse questo avviene già, e in parte ora anche in Italia. Ma se il sostengo al reddito diventa una misura necessaria, è importante che i giovani, da parte loro, compiano uno sforzo attivo nella ricerca di un lavoro o partecipando a corsi di formazione.

(foto © ilnuovovento.blogspot.com)

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