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Il lavoro che non c'è

La disoccupazione giovanile, in Italia, batte tutti i record, con un aumento vertiginoso del 29,4%, un livello toccato solo nel 2004. Secondo il rapporto dell'Istat, infatti, l'occupazione a gennaio ha registrato un calo dello 0.4%, per un totale di 22 mila e 831 unità. La fotgrafia scattata dall'Istat prefigura uno scenario tutt'altro che rassicurante. Oggi, infatti, si contano 2 milioni e 145 mila disoccupati, senza considerare che più di 2 mila persone, in un solo mese, hanno perso il lavoro.

Vanno male sia l'occupazione maschile, per cui si registra una flessione dello 0,9%, pari a -11 mila unità, che l'occupazione femminile, maggiormente colpite rispetto ai colleghi uomini. La percentuale delle donne che perdono il posto di lavoro, infatti, è aumentato del 1,3% rispetto a dicembre, pari a 13 mila unità. La situazione, chiaramente, è ulteriormente aggravata dalla disoccupazione giovanile, che sfiora livelli da record.

Il quadro che si profila all'orizzonte, non certamente dei più incoraggianti, anche perché il tasso di disoccupazione segna da 3 mesi a questa parte l'8,6%. Si registra anche un ulteriore aumento delle persone che hanno smesso di cercare lavoro (0,5%) rispetto al mese precedente, con un tasso di inattività complessivo pari al 37,8%.

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