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Diventare fisioterapista: ecco come fare

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Terminate le superiori, chi ha deciso di continuare a studiare spesso non sa come orientare la propria formazione: la volontà di fare qualcosa di 'bello' e di utile si scontra con la necessità di seguire un corso di studi che apra sbocchi lavorativi reali e possibilmente non inflazionati. Diventare fisioterapista, allora, può essere una scelta capace di soddisfare entrambe le esigenze.


Chi è il fisioterapista?
Il fisioterapista è un operatore del settore sanitario, in possesso di diploma universitario abilitante all'esercizio della professione, che aiuta le persone con difficoltà nelle funzioni motorie, psicomotorie, neurologiche attraverso interventi mirati volti alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle stesse.


Università e Master: gli studi da fare
Per diventare fisioterapista è necessario seguire un corso di laurea triennale in Fisioterapia. Questo indirizzo di studi è presente in quasi tutti gli Atenei italiani all'interno della Facoltà di Medicina ed è a numero chiuso. Ciò significa che per poterlo frequentare bisogna superare un test di ammissione che, di solito, si tiene a settembre. La laurea triennale permette di esercitare la professione di fisioterapista, mentre chi vuole specializzarsi in un settore specifico (psicomotricità, terapia occupazionale, fisioterapia sportiva...) deve seguire ancora un biennio formativo all'università in Scienze Riabilitative oppure partecipare a un Master di Fisioterapia.


Dipendente o libero professionista: le strade del fisioterapista
Una volta conseguita la laurea triennale o la specializzazione, il fisioterapista ha davanti a sè due strade: l'impiego come dipendente presso una realtà pubblica o privata oppure la libera professione. Di solito, tuttavia, prima di aprire uno studio la cosiddetta 'gavetta' alle dipendenze di terzi è un passaggio quasi obbligato: sia per impratichirsi con il lavoro, sia per farsi conoscere e crearsi una rete di potenziali pazienti. Per chi inizia lo stipendio di solito si aggira sui 1.000 euro, ma varia a seconda delle regioni e delle realtà presso cui si presta servizio: nel privato è facile imbattersi in centri di riabilitazione che al fisioterapista fresco di studi offrono una cifra intorno agli 800 euro mensili, mentre nel pubblico la forbice è compresa tra 1.200 e 1.400 euro. Per i liberi professionisti - che operano in proprio o come consulenti in regime di Partita Iva - i guadagni invece sono più alti, ma difficilmente quantificabili a causa delle numerose variabili che intervengono nella definizione della sua parcella. Ovviamente se nel privato il posto si trova inviando cv e facendo colloqui, nel pubblico è subordinato al superamento di un concorso.


Albo Professionale e Associazioni di Categoria
Nonostante l'importanza sempre maggiore della figura del fisioterapista e nonostante il consistente numero di professionisti in Italia, a oggi non esiste un Albo Professionale di categoria. A tutelare e promuovere il lavoro di fisioterapista ci pensano allora l’Associazione Italiana Fisioterapisti e la Federazione Italiana Fisioterapisti, due realtà indipendenti e senza fini di lucro. La prima offre anche un servizio di affiliazione regionale per la tutela dei diritti e la sorveglianza sulle questioni deontologiche. Un valido supporto per chi esercita la professione o per chi vuole intraprenderla è rappresentato anche dai siti fisiobrain.com e fisionline.org.

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