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Doppiatore, ecco come diventarlo

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Il fascinoso George Clooney? Gran parte del suo sex appeal è merito della sua voce italiana, Francesco Bulckaen. E gli inquietanti Al Pacino e Jack Nicholson? Be', dietro di loro c'è niente meno che un mostro sacro del cinema e del teatro come Giancarlo Giannini. La tradizione di doppiaggio del Belpaese è famosa in tutto il mondo per la sua qualità e la bravura dei suoi interpreti, per cui perché non intraprendere questa strada se amate il cinema e recitare è una vostra passione (neppure tanto) segreta?


Il doppiatore: chi è costui?
Come ci tiene a sottolineare Antonio Genna nel suo forum dedicato al mondo del doppiaggio antoniogenna.net, il doppiatore non è e non può essere un attore mancato. Scegliere questa strada come un ripiego, infatti, oltre a non garantire alcun tipo di soddisfazione personale, rischia di compromettere non solo la serenità dell'ambiente di lavoro, ma anche l'indiscussa qualità dell'intera tradizione italiana. Per intraprendere questa professione, allora, bisogna vivere fin dal principio la scelta come uno dei tanti aspetti della carriera d'attore, che può essere un interprete radiofonico, televisivo, cinematografico, di teatro o... Di un altro attore. Presa la decisione con consapevolezza, il doppiatore diventa l'alter ego di uno o più divi del grande schermo e della tv - cui presta non solo la voce, ma l'interpretazione vera e propria - oppure di uno o molti personaggi dei cartoni animati. Ma non solo, il doppiatore può anche essere lo 'speaker' di pubblicità e documentari.


I requisiti per diventare doppiatore
Basta una bella voce per diventare doppiatore? Di sicuro è importante, ma non sufficiente. Il doppiatore infatti è un attore vero e proprio e, come tale, deve essere un professionista, senza inflessioni dialettali e/o difetti di pronuncia, in grado di coordinarsi al millesimo con il personaggio cui presta la voce. Due requisiti, questi, che richiedono studio - e quindi determinazione e serietà nel perseguire la strada del doppiaggio - e spirito di sacrificio. Doppiare infatti significa stare in piedi anche nove ore al giorno, al buio, davanti a uno schermo, per coordinare la propria voce alle parole pronunciate dal personaggio di cui si è l'alter ego. E questo fino a che il risultato non è perfetto.


Studi e scuole per diventare doppiatore
Due sono le strade per diventare doppiatore: iniziare da bambini oppure frequentare un'apposita scuola. In linea di massima, chi inizia da bambino di solito è 'un figlio di' oppure 'un parente di' tutta una generazione di doppiatori. Non si tratta di nepotismo, in questo caso, ma piuttosto della trasmissione di una tradizione di famiglia, che di solito viene naturale ed è necessaria in considerazione di quante voci infantili sono richieste daalla tv e dal cinema. In alternativa, la strada da percorrere è quella di una scuola di teatro, cui può seguire (o sostituirsi) la frequenza di un corso specifico per diventare doppiatore. In Italia sono diverse le realtà private che propongono questo genere di formazione e tra le principali si segnalano l'Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, la Gama Movie Produzioni di Fabriano (An), l'Accademia Rosebud di Roma, l'Associazione Culturale Accademia Dello Spettacolo Luca D'Amico di Milano e la O.D.S. di Torino.


Primi Passi nel mondo del doppiaggio
Come per gli attori, anche per i doppiatori iniziare a lavorare e proseguire con continuità è una questione di bravura, fortuna e... Provini. Le diverse scuole rappresentano un canale privilegiato per entrare nel settore, ma può anche essere d'aiuto mantenersi aggiornati con continuità sulle ultime news sul già citato forum di Antonio Genna. In ogni caso, la cosa importante è iniziare: una volta entrati nel 'giro' e fattisi conoscere e apprezzare per la propria bravura e professionalità, la strada forse non è in discesa ma, almeno, non è neanche più in salita...

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