Excite

Expo 2015, Grasso contro i giovani "choosy": la polemica sui contratti da 1300 € invade Twitter

  • Twitter @beppe_grillo

Dopo le precisazioni di Manpower e il conseguente ridimensionamento, o forse ribaltamento, della questione legata al rifiuto di una larga percentuale di giovani del lavoro a termine per 1300 € netti al mese ad Expo 2015, la polemica sulla presunta “generazione bamboccioni continua a salire di livello, impazzando sui giornali e social network.

Inno Expo 2015, imbarazzo dopo la diffusione di video e tutorial in rete: “Troppo trash”

Proprio in queste ore è Twitter ad accogliere il maggior numero di interventi, molti dei quali all’insegna dell’indignazione più furiosa, contro editorialisti e opinionisti che avevano riservato pesanti bacchettate ai lavoratori under 29 candidati ad un posto di sei mesi tra i padiglioni di Expo 2015.

Ad alimentare un dibattito dai toni sempre meno “soft” hanno contribuito prima un articolo del noto critico televisivo del Corriere Aldo Grasso e poi la risposta sotto forma di “lettera aperta” del blogger dell’Espresso Alessandro Giglioli, quest’ultimo schierato al fianco dei precari, accusati di non essere “abituati al lavoro ma in realtà ben motivati nel “no” ad un’offerta solo apparentemente allettante dal punto di vista economico e professionale.

Alla base della polemica, un equivoco di fondo: come ammesso dagli stessi responsabili dell’agenzia interinale Manpower, l’affermazione secondo cui l’80% dei candidati alla copertura di posizioni di "operatori grandi eventi" o "area team leader" nei padiglioni di Expo avrebbe rifiutato di lavorare a mille e trecento euro mensili era falso, almeno in parte.

(Otto giovani su dieci rifiutano il posto da 1300 euro netti al mese per Expo: è polemica)

Per ricoprire un incarico in “communication and social network” si guadagnerà infatti non più di 796 € lordi, come hanno assicurato i diretti interessati sull’Huffington Post stamattina, mentre per i posti meglio retribuiti la cifre menzionate dall’ad Sala sono giuste relativamente al compenso e imprecise rispetto alla percentuale di rifiuti registrati dall’agenzia, misurati in un 46% totale.

“Con che faccia diamo lezioncine ai giovani?” attacca Giglioli chiamando in causa il collega Grasso nella lettera aperta sul blog de L’Espresso, per poi proseguire con un significativo invito all'autocritica sia sulla fondatezza delle notizie riportate che su “diritti e privilegi delle passate generazioni sognati e mai posseduti dai ragazzi di oggi “fondatamente senza fiducia.

Molto più duri i commenti del popolo di Twitter, con centinaia di attacchi all’indirizzo del corsivista del Corriere chiamato da molti a “far cambio di vite per un paio di mesi”, a riflettere prima di parlare” o ancora a “restituire i soldi pubblici ricevuti dal giornale” con l’hashtag #GrassoPrecario (lanciato da Beppe Grillo) sulla cresta dell’onda da inizio giornata.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017