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La flessibilità lavorativa favorisce la produttività aziendale

L'ultima ricerca della Fondazione I-CSR (Italian Centre for Social Responsibility) 'People First!' conferma il nuovo indirizzo intrapreso dall'Unione Europea e dall'Italia in materia di conciliazione lavoro-famiglia. L'indagine sulle politiche aziendali volte a favorire un maggior equilibrio tra vita professionale e vita privata, è stata presentata al convegno 'Flessibilità & Produttività: Esperienze di bilanciamento vita-lavoro e nuove tendenze nella contrattazione'.

I risultati dell'indagine, inoltre, hanno dimostrato come la flessibilità non sia sinonimo di perfomance lavorative poco fruttuose, al contrario, è un incentivo alla produttività. Il 55% delle aziende italiane pubbliche e private che sono state osservate, hanno raccontato di puntare sul benessere del lavoratore con un notevole miglioramento della produttività e della qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Il 39% ha riscontrato un miglioramento del clima interno e anche dei rapporti tra collaboratori e con i dirigenti, il 37% un aumento della soddisfazione e motivazione dei lavoratori; il 29% una riduzione dell'assenteismo; il 24% un maggiore senso di appartenenza all'azienda e ai suoi obiettivi.

Puntare sul benessere dei propri dipendenti, risulta una strategia vincente e si traduce in lavoro part-time e orari ferie flessibili, in permessi per motivi familiari a supporto della maternità e della paternità, politiche a sostegno del reinserimento al lavoro dopo lunghi periodi di congedo e creazioni o convenzioni con asili nido. Una buona parte della aziende, inoltre, investe nella formazione del personale e nella comunicazione interna. Chiaramente, un clima di tipo 'family friendly' ha ricadute positive anche sulla vita privata dei dipendenti.

(foto © Freedigitalphotos.com)

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