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Nucleare: il Governo tira dritto

Malgrado l'esito del referendum che si dovrebbe tenere a maggio non sia per nulla scontato, il piano nucleare del Governo non si ferma, anzi: accelera. Il Governo vuole trovare al più presto i fondi per ricerca e formazione, essendo in Italia il numero dei tecnici specializzati del settore ben al di sotto della domanda occupazionale che si genererebbe.

Andrebbero in questo senso corrette le stime recentemente presentate dall'Enea, secondo cui il nucleare creerebbe 10 mila nuovi posti di lavoro in dieci anni. Le figure professionali necessarie, infatti, dovrebbe essere per la maggior parte reperite all'estero.

In Italia si contano al momento soltanto 80 laureati l'anno nel settore, che rappresentano all'incirca il 75% della richiesta occupazionale totale (il restante 25% sarebbero operai senza formazione specifica). Per far fronte alla carenza formativa, allora, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ha dichiarato di voler 'costruire un'infrastruttura della conoscenza'. Si tratterebbe di inserire presso gli enti locali esperti che si incaricassero di fornire la necessaria formazione.

Nonostante i dubbi vantaggi che deriverebbero per il paese dal nucleare piuttosto che, ad esempio, dalle energie rinnovabili, e senza aver ancora celebrato il referendum, le Commissioni riunite Attività Produttive e Ambiente della Camera hanno già eletto il quinto membro dell''Agenzia per la sicurezza nucleare' che avrà sede a Roma. Il ministro allo Sviluppo Economico Romani, inoltre, conta di parlare di nucleare al vertice Italia-Francia di marzo, e di incontrare in aprile il segretario americano per l'energia Steven Chu.

(foto © giann.net)

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