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I contratti atipici raggiungono la quota del 43%

E' recentissima la notizia che tra gli assunti di quest'anno 2 su 5 sono precari ed entro la fine dell'anno saranno quasi 350 mila gli italiani che lavorano con contratti flessibili. Questo è quanto emerge da un'elaborazione dell'Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su sistema informativo excelsior 2009-2010.

Il quadro conferma, dunque, il fenomeno della crescita del precariato, fenomeno già evidenziato dagli analisti e che viene registrato anche Oltre Oceano, negli USA. Si sa, infatti, che i profitti snocciolati dalle società statunitensi in sede di trimestrali sono stati raggiunti proprio contenendo i costi e tra questi quelli del lavoro ed un modo per contenerli è stata la crescita del precariato. In Italia si è, contestualmente, registrata la diffusione a maglie larghe dell'offerta/richiesta di stage formativi, anche da parte di piccole-medie imprese, relativamente a figure, che, a volte, poco hanno dello stagista o del poco professionalizzato.

Quest'anno i collaboratori atipici rappresentano il 43% sul totale delle nuove assunzioni, in aumento rispetto al 2009 quando pesavano il 41,1%. I nuovi precari hanno una preparazione universitaria, o sono almeno diplomati, e piu' della meta' sono andati a ricoprire figure specializzate o tecniche. Per quello che riguarda la classifica delle regioni al primo posto si trova la Lombardia con il 67,5% dei nuovi contratti che rientra nella categoria degli 'atipici' seguita da Lazio con 53,9%, il Friuli Venezia Giulia con 51,5% e il Veneto 49,5%. La minor percentuale di lavoratori precari sul totale delle nuove assunzioni si trova in Trentino Alto Adige, 15,7%.

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