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Imprenditoria femminile: finanziamenti a fondo perduto

Per sostenere l'imprenditoria femminile le aziende possono godere di finanziamenti a fondo perduto o agevolati: si tratta di interventi per favorire l'inserimento lavorativo delle donne e valorizzare le capacità di iniziativa imprenditoriale femminile. I finanziamenti per l'imprenditoria femminile a fondo perduto sono disciplinati dalla legge 215/92 che ne detta la normativa.

La normativa e i bandi di concorso

La legge 215/92 che destina fondi alla imprenditoria femminile a fondo perduto stabilisce che possono fare domanda per i finanziamenti le società in cui operano almeno il 60% di donne o la cui partecipazione alle quote sia almeno dei 2/3. Possono concorrere anche imprese individuali. Le spese per le quali è accordato il finanziamento sono quelle che concernano l'acquisto di impianti e strumentazioni relativi all'attività, la manutenzione, i brevetti, i software e le ristrutturazioni che si rendono necessarie per la professione.

La domanda deve essere accompagnata da un progetto relativo alla attività di impresa e questo deve essere corredato da un piano finanziario riguardante l'esercizio per il quale si richiede il finanziamento. La richiesta deve essere presentata quando esce il bando all'interno delle date stabilite ed è collocata in graduatoria mediante punteggi assegnati secondo parametri come il tipo di attività, la partecipazione femminile e altri.

Una parte del finanziamento sarà concesso a fondo perduto e una parte a tasso agevolato (0,5%) da restituire in 10 anni. I contributi ottenuti vengono erogati mediante la corresponsione di due quote: la prima è del 30%, alla realizzazione del 30% dell'investimento, e la seconda, il rimanente 70%, è erogata entro due anni dalla concessione del finanziamento.

Un esempio fra tanti: la Regione Friuli Venezia Giulia

La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 500 mila euro per le imprese in rosa che operano nel campi dell'artigianato,dell'industria, del commercio e del turismo. I termini di presentazione della domanda vanno dal 15/02/2012 al 31/05/2012 e possono candidarsi PMI che operano sul territorio regionale che non devono essere dichiarate fallite, né essere in liquidazione, né in fase di scioglimento. La normativa di riferimento è l'art.2 della L.R. 2011/11 a sostegno dell'imprenditorialità femminile.

Le spese ammissibili devono essere superiori a 5 mila euro e devono riguardare impianti, brevetti, automezzi, sicurezza e attività promozionali ma anche la ristrutturazione dei locali, l'allacciamento delle utenze e la costituzione dell'impresa. I contributi erogati saranno tra i 2.500 euro e i 30.000 euro.

Da non dimenticare: modulistica e obblighi

E' importante ricordare che la documentazione richiesta deve essere presentata completa, pena il rifiuto della domanda ed è, inoltre, indispensabile usare la modulistica del Ministero delle Attività Produttive. Le imprese che ottengono i finanziamenti per l'imprenditoria femminile a fondo perduto devono ottemperare a determinati obblighi. Inoltre è da ricordare che le imprese in graduatoria usufruiscono dei finanziamenti secondo il punteggio ottenuto e fino ad esaurimento dei fondi: quindi non tutte, pur essendo in graduatoria, potranno riceverli.

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