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Incentivi per le assunzioni di disabili nel 2015: cosa cambia con la legge di stabilità

La Legge di stabilità 2015 ha introdotto degli incentivi, ovvero l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro in relazione alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato con decorrenza nel corso del 2015. Il beneficio si applica a tutti i datori di lavoro privati e, in questo ambito, ancorché con misure, condizioni e modalità di finanziamento specifiche, anche ai datori di lavoro agricoli. Particolari misure previste per la cateogria dei diversamente abili.

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Incentivi per disabili

L'assunzione a tempo indeterminato di disabili è incentivata da contributi che possono coprire diverse possibilità, ovvero: fino al 60% del costo salariale lordo annuo, per lavoratori con una percentuale di invalidità non inferiore all'80% o con handicap psichico; fino al 25% del costo salariale annuo lordo, per l'assunzione di lavoratori con una percentuale di invalidità compresa tra il 67% ed il 79%; il rimborso forfettario parziale delle spese sostenute per l'adeguamento della postazione di lavoro dei disabili con una percentuale di invalidità superiore al 50% o per l'apprestamento di tecnologie di telelavoro o per la rimozione di barriere architettoniche.

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Le cooperative sociali, purché iscritte nell'apposita sezione del registro prefettizio, godono dell'azzeramento dei contributi per l'assunzione di persone svantaggiate (definite dalla legge n. 381/91 art. 4: disabili, tossicodipendenti, pazienti psichiatrici, minori in difficoltà familiare, ex detenuti, ecc.), purchè queste rappresentino almeno il 30% dell'organico aziendale.

La natura generale delgli incentivi

L’esonero contributivo spetta a condizione che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore non sia stato occupato. La misura dell’esonero è pari all’ammontare dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite massimo di un importo pari a euro 8.060,00 su base annua.

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L’applicazione del beneficio non determina alcuna riduzione della misura del trattamento previdenziale, in quanto l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche resta fissata nella misura ordinaria, pari, per la generalità dei lavoratori subordinati, al 33% della retribuzione lorda imponibile.

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