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Inps, assunzioni a tempo indeterminato in crescita: 330mila nuovi contratti da gennaio a ottobre 2015

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Numeri confortanti dall’Inps per il governo, che può salutare con favore l’arrivo dei nuovi dati dell’Osservatorio sul Precariato relativi ai contratti a tempo indeterminato nell’intervallo di tempo di 10 mesi tra gennaio e ottobre del 2015.

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Sono oltre 330mila le assunzioni stabili registrate dagli organi competenti nell’anno in corso, con un significativo incremento rispetto al periodo precedente, mentre altrettanto netta è la diminuzione dei contratti a termine e dell’apprendistato, rispettivamente in calo di 59.782 e 43.384 unità.

Entrando nel merito delle statistiche sull’evoluzione della precarietà rese pubbliche oggi al termine della ricerca dell’Inps, vi è una variazione netta in positivo di 605.543 contratti, cioè il saldo delle assunzioni rispetto alle cessazioni dei rapporti di lavoro nel 2015 si presenta decisamente positivo a confronto coi numeri dell’anno scorso.

Molto importante, agli occhi degli osservatori del governo Renzi, si presenta l’incremento nell’ordine del 29,8% sul 2014 delle assunzioni stabili che complessivamente sono state 1.437.547 fino al mese di ottobre comprendendo in tale computo la trasformazione di ben 406.691 contratti da lavoro a termine e apprendistato a tempo indeterminato, con un incoraggiante 17% in più rispetto all’anno precedente.

(I dati dell'Osservatorio sul Precariato dell'Inps per il 2015: guarda il video)

In tutto il 2015, stando alle tabelle stilate dai tecnici dell’Inps, hanno avuto luogo 1 milione e 800mila assunzioni con la formula contrattuale prevalente incentivata dall’esecutivo tramite le varie misure contenute nel Jobs Act: conteggio che sorride a Renzi e colleghi se si guarda al monte totale delle cessazioni dei rapporti, “fermo” alla soglia di un milione e trecentomila, con una variazione positiva di 507.691 unità.

Buone notizie anche sul fronte dei voucher, “buoni” (corrispondenti a 10 euro ciascuno) validi per la retribuzione di prestazioni di lavoro accessorio assai radicati in aree come Sicilia, Puglia e Liguria con una diffusione crescente quantificata dagli analisti in quasi 92 milioni di unità nei primi dieci mesi del 2015.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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