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Istat: come sono raccolti i dati sulla disoccupazione 2012

L'Istat e la disoccupazione, nel 2012 sono due degli argomenti più dibattuti dai media. Non passa giorno, infatti, senza che i mezzi di informazione diffondano proiezioni e ricerche allarmanti sulle condizioni del mercato del lavoro italiano. Ma come funziona la raccolta dei dati da parte dell'Istituto nazionale di statistica? Ecco allora una breve guida che prova a rispondere a questa domanda.

    istat.it

I dati Istat e la rilevazione sulle forze di lavoro

Secondo l'Istat, la disoccupazione nel 2012 a febbraio ha fatto registrare il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili), attestandosi al 9.3%. Una percentuale che preoccupa e spaventa, ma che spinge anche molte persone a chiedersi come sia calcolata. Se le proiezioni dell'Istat, infatti, sono considerate dalla popolazione un dato di fatto, l'origine dei numeri snocciolati dall'Istituto nazionale di statistica è invece circondata dal mistero.

Mistero che può essere dissipato consultando la sezione 'Rilevazione sulle forze lavoro' sul sito istat.it, seguendo il percorso Home/Archivio e selezionandola dalla lista degli argomenti. In quest'area, infatti, è spiegato come l'Istat raccoglie i dati che utilizza per realizzare "le stime ufficiali degli occupati e delle persone in cerca di lavoro, nonché le informazioni sui principali aggregati dell'offerta di lavoro - professione, ramo di attività economica, ore lavorate, tipologia e durata dei contratti, formazione".

Secondo quanto riportato sul sito, dunque, la Direzione centrale per le Indagini su condizioni e qualità della vita e il Servizio Formazione e lavoro dell'Istat ogni anno identificano un campione casuale di oltre 300 mila famiglie, in 1.300 comuni di Italia, e inviano a queste ultime una lettera in cui annunciano che sono state scelte per partecipare a un'indagine statistica. La rilevazione dei dati è effettuata durante tutte le settimane dell'anno, seguendo una pianificazione che prevede che le singole famiglie campione siano intervistate 4 volte nell'arco di 15 mesi. Ciò significa che gli incaricati Istat monitorano ogni nucleo familiare per due trimestri di seguito, quindi lasciano passare altri due trimestri e poi lo ricontattano negli ultimi due. Le interviste sono effettuate dal vivo o al telefono e coinvolgono tutti i membri della famiglia.

I dati così raccolti - coperti dal cosiddetto 'segreto statistico' (D. Lgs.322/89) - sono poi elaborati e pubblicati sotto forma di tabelle e messi a disposizione di Istituzioni, Università ed Enti di ricerca nazionali e internazionali, dell'Eurostat (ufficio di statistica dell'Unione Europea) e di tutti coloro che sono interessanti a consultarli.

    istat.it

Gli indicatori complementari al tasso di disoccupazione

I dati Istat sulla disoccupazione nel 2012 (come in qualsiasi altro anno) sono raccolti tramite interviste su un campione casuale di famiglie. Tuttavia, per essere considerati rappresentativi devono essere integrati con quelli che l'Istituto nazionale di statistica chiama 'indicatori complementari al tasso di disoccupazione', ovvero i dati relativi a "tre gruppi esaustivi e mutualmente esclusivi" individuati in base ai criteri definiti dall'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Detti gruppi comprendono:

  • occupati - tra i quali l'ILO inserisce anche i sottoccupati part-time, ovvero quelle persone che lavorano con un orario ridotto, ma potrebbero e vorrebbero lavorare più ore;
  • disoccupati;
  • inattivi - che per l'ILO possono essere ulteriormente suddivisi tra individui che non cercano attivamente lavoro, ma sono disponibili a lavorare, e individui che cercano lavoro ma non sono subito disponibili. Due sottogruppi che nel loro insieme costituiscono le cosiddette 'forze di lavoro potenziali'.

La somma integrata delle informazioni relative a queste categorie con i dati raccolti dalla rilevazione sulle forze di lavoro fornisce dunque un quadro in grado di rappresentare la reale complessità del mercato del lavoro e delle variabili a esso correlate.

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