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Istat, in calo il numero degli occupati

Ad aprile, cala l'occupazione e aumenta l'inattività, a fronte di una leggera diminuzione della disoccupazione. E' quanto emerge dalle stime provissiorie dell'Istat, diffuse su 'Occupati e disoccupati' di aprile.

Come lamenta Fulvio Fammoni, Segretario Confederale della CGIL: è una vera e propria voragine che invece di attenuarsi tende ad assumere carattere di strutturalità. Il tasso di occupazione, infatti, nonostante il bacino degli ammortizzatori sociali, è sceso sotto il 57%, acuendo la distanza del nostro Paese con l'Europa. A preoccupare è anche il tasso di inattività, che è aumentato dello 0,6% rispetto ad aprile 2010 e dello 0,4% su base mensile. Dunque, non solo manca il lavoro, ma si smette anche di cercarlo.

Il dato, infatti, è spia di una sfiducia che, come sottolinea il Segretario Confederale CGIL: deve essere superata anzitutto contrastando questo proliferare di lavoro precario, mal pagato e senza prospettive previdenziali che fa refluire nel sommerso. Secondo la CGIL, inftti, per invertire il trend è necessario mettere un freno al precariato, tutelare chi non ha lavoro o rischia di perderlo, rilancire politiche industriali e di sviluppo, far ripartire i consumi e la produzione con una riforma fiscale a favore del lavoro dipendente e dei pensionati.

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