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La domanda a cui devi saper rispondere se vuoi lavorare in Facebook

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di Simone Rausi

Chi è che non sogna di lavorare in Facebook? Dalle poche notizie che sono trapelate, l’azienda di lavoro di Mark Zuckerberg sembra un parco giochi con stipendio a fine mese: sale relax, venerdì pomeriggio dedicati alla creatività, mensa internazionale con all you can eat 8 ore al giorno e un parco esterno per i pic nic che fa provincia. Ma come si fa ad ottenere un contratto?

Come lavorare in Facebook?

Innanzitutto bisogna parlare bene l’inglese, essere disponibili ad un trasferimento in California e monitorare costantemente le posizioni che di frequente si aprono. Detto questo, secondo le risorse umane, bisogna avere un atteggiamento da leader. Certo, è un po’ un controsenso visto che ci sta presentando per un posto di lavoro subordinato ma, chi osa contraddire Mr Facebook? Altra caratteristica imprescindibile sarebbe la creatività (sai che novità) ma, su tutto, bisogna essere persone giovani. Badate bene, Mark non è interessato agli sgravi fiscali per under 30, la giovinezza richiesta è soprattutto mentale. Se poi fa il paio con l’anagrafica tanto meglio visto che Zuckerberg ha lanciato Facebook quando aveva solo 19 anni. Ma non finisce qui…

Per ottenere una scrivania bisogna passare la rigida selezione delle risorse umane. Qui, aleggia la leggenda di una misteriosa domanda segreta che viene posta a tutti e la cui risposta sarebbe determinante ai fini dell’assunzione. A confermarlo, durante lo scorso Mobile World Congress, è stato Lori Goler, il capo delle risorse umane di Facebook. La domanda fatidica sarebbe la seguente: “Fai finta di avere il migliore lavoro del mondo e di avere la migliore giornata di sempre: cosa faresti?

La risposta non c’è. O meglio, non esiste una risposta giusta universale. Di certo c’è che il quesito viene posto a tutti: dal candidato manager all’aspirante impiegato. Il problema con questa domanda è che non è legata alla formazione o all’esperienza del candidato, ma serve a scoprire che cosa motiva, che cosa si può portare alla società e dove si può essere più produttivi.

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