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La riforma Fornero passa, addio art.18 con il no della Cgil

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Prendere o lasciare, diceva qualche settimana fa il Governo sulla Riforma del lavoro. Prendono tutti i sindacati, lascia la Cgil che sull'articolo 18 non fa sconti. Questo è quanto è emerso dopo il negoziato tra esecutivo e parti sociali iniziato ieri mattina e che si è concluso con un duro scontro soprattutto tra Susanna Camusso e Elsa Fornero.

Il premier, Mario Monti alla fine della giornata ha detto: "Nessuno ha potere di veto, la riforma è ampiamente condivisa: sull'articolo 18 è contraria solo la Cgil. La questione è chiusa (video)". La leader della Cgil risponde: "E' una proposta squilibrata, che contrasteremo in ogni modo. Gli unici che subiscono il provvedimento sono i lavoratori".

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Dopodomani si terrà alle 16 l'incontro finale tra Governo e movimenti dei lavoratori in cui verranno presentati i testi conclusivi delle varie posizioni ma neanche venerdì ci sarà la firma di un accordo. Il Premier infatti ha sottolineato: "Ho chiarito alle parti sociali che l'interlocutore essenziale del Governo è il Parlamento. Il dialogo con le parti sociali è importantissimo - ha aggiunto - ma non riflettiamo una cultura consociativa che in un passato mediamente lontano ha tante volte ritenuto che la cosa più importante fosse che il governo favorisse l'accordo con le parti sociali".

Dunque i sindacati hanno accettato la paccata di soldi che aveva promesso Elsa Fornero, dicendo addio all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Il Governo ha deciso di tenere il reintegro solo per cause discriminatorie che si estende però a tutte le imprese, anche quelle sotto i 15 dipendenti. Sui licenziamenti disciplinari la decisione spetterà al giudice che si pronuncerà solo in casi gravi o in cui l'indennità è al massimo di 27 mensilità, tenendo anche conto dell'anzianità.

Ieri è stato decisivo anche l'incontro tra Governo e Confindustria che tramite il presidente Emma Marcegaglia fa sapere: "Per quanto riguarda il fronte delle imprese abbiamo accolto la richiesta del presidente della Repubblica Napolitano, dimostrando senso di reponsabilità. Esprimiamo adesione complessiva all'architettura della riforma ma rimane del lavoro da fare sul alcuni punti che non ci vedono d'accordo". La Marcegaglia esprime però rammarico per il no della Cgil: "Avremmo auspicato l'adesione della Cgil però ci aspettiamo che un grande sindacato come la Cgil dimostri senso responsabilità in un momento come questo".

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