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Lavorare in Giappone, come fare per il Visto

I giovani italiani in cerca di lavoro all'estero preferiscono spesso destinazioni extraeuropee, quasi che si volessero allontanare il più possibile, chissà perché, dall'Italia. Molti desiderano raggiungere gli Stati Uniti, altri prediligono l'Australia, alcuni invece il Giappone.

La terra del Sol Levante è famosa per i suoi stipendi stellari, grazie ai quali è possibile, nonostante l'elevato costo della vita, metter da parte in pochi anni un bel gruzzoletto. Come per gli Stati Uniti o l'Australia, anche chi vuole lavorare in Giappone deve richiedere uno specifico Visto.

Sotto questo punto di vista il Giappone è estremamente rigoroso, e ottenere un visto lavorativo non è per niente facile. La procedura di emissione del visto, infatti, è lunga e complessa. È inoltre indispensabile affidarsi alla figura di un garante, cioè un soggetto disposto a rilasciare un 'certificato di eleggibilità'. In pratica, per ottenere il visto di lavoro, bisogna avere già, ancor prima di partire, un lavoro in Giappone!

L'unico modo per aggirare l'ostacolo è quello di richiedere prima un visto di studio. A differenza del visto turistico, poi, il visto di studio permette anche di intraprendere attività lavorative, benché il numero di ore settimanali consentite sia a malapena sufficiente a mantenersi in Giappone. Il visto di studio però, è il primo passo per entrare nel paese, impararne magari la lingua frequentando una scuola per stranieri, e cercare quindi un garante disposto a rilasciarvi il certificato di eleggibilità con cui poi ottenere il tanto agognato visto di lavoro.

(foto © walldesk.net)

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