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Lavoro: 3 contratti su 4 sono precari

3 contratti su 4 in Italia sono precari. A rivelarlo, è stato il 2° rapporto UIL, l'Unione Italiana del Lavoro, che ha rielaborato i dati forniti dal Ministero del Lavoro sulle comunicazioni obbligatorie da parte della aziende, che si effettuano all'inizio dei rapporti di lavoro, o nel momento della cessazione di un rapporto.

La precarizzazione del lavoro, oramai, è diventata un fatto all'ordine del giorno e di certo la notizia non stupisce. L'indagine, ha considerato un periodo particolarmente critico per il mercato del lavoro, vale a dire, quello che va da gennaio 2008 alla prima metà del 2010. In questo arco di tempo, in Italia, sono stati attivati 27,4 milioni di contratti di lavoro, nella stragrande maggioranza (73,4%) precari. La Uil ha spiegato che il numero dei contratti attivati è così alto, perché una persona può avere in 1 solo anno più contratti a termine, ma anche più rapporti di lavoro contemporaneamente come nel caso delle collaborazioni a progetto.

Un altro dato negativo, riguarda, poi, il numero delle cessazioni dei rapporti di lavoro, che secondo la Uil per il periodo preso in considrazione, si tratta di 563mila contratti in meno, vale a dire, 245mila lavoratori in meno. Il maggior numero di nuovi rapporti instaurati ha riguardato in primis il Nord, seguito dal Sud e dal Centro.

Guglielmo Loy, segretario generale Uil ha affermato che: 'Questi dati sono emblematici nell'evidenziare che qualcosa di non troppo roseo si è verificato sul fronte occupazionale ovviamente anche a causa della crisi. E, per dare un futuro alle nuove generazioni, lo strumento principe è rappresentato da investimenti pubblici mirati al credito d'imposta per nuove assunzioni finalizzate alla stabilità lavorativa, soprattutto, ma non solo, nel Mezzogiorno'.

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