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Lavoro agile, nuove tutele nel ddl Stabilità 2016: attività dentro o fuori azienda, uguali diritti

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Nuove regole, simili se non identiche a quelle riguardanti l’attività svolta in ufficio o azienda, per il cosiddetto lavoro agile, oggetto di una disciplina ad hoc inserita dal governo nel testo attuativo della legge di Stabilità per il 2016 con 9 articoli destinati ad incidere profondamente sulla vita di migliaia di “smart workers” sparsi per tutta Italia.

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Parole d’ordine della normativa cornice che potrebbe al più presto entrare in vigore, produttività e flessibilità, concetti chiave della tipologia di lavoro adottata finora da imprese del settore servizi ma in costante crescita e forse pronta a “decollare” grazie all’apposita regolamentazione stilata dai tecnici dell’esecutivo in vista della presentazione del ddl collegato alla finanziaria.

Col disegno di legge in fase di completamento prima dell’esame delle Camere il governo spinge sull’equiparazione tra prestazioni in azienda e attività esercitate all’esterno, da casa o in collegamento tramite hub e divisioni di "coworking" create dallo stesso committente per ottimizzare il tempo nell’esercizio delle mansioni assegnate ai dipendenti.

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Notevoli i margini di progresso offerti dal lavoro agile (che sarà a tempo determinato o indeterminato, con possibilità di recesso condizionata a giusta causa e preavviso di 30 giorni) ai settori interessati all’organizzazione alternativa dell'orario e delle sedi dove manager e impiegati prestano servizio, ma soprattutto a nuove realtà che dallo "smart working" potrebbero trarre vantaggio con l’aiuto della tecnologia, non ultimo il manifatturiero: solo Vodafone, per citare l’esempio più popolare, ha sperimentato tale strumento su oltre 2mila lavoratori.

Fondamentale, poi, resterà l’utilizzo della contrattazione collettiva coi relativi incentivi fiscali offerti dalla legge di Stabilità 2016, ai fini del completamento di una disciplina delineata per sommi capi (sui nodi nevralgici di infortuni e sicurezza intervengono gli articoli 6 e 7) dal ddl in cantiere.

Obiettivo dichiarato degli estensori della normativa, l’incremento della produttività in combinazione con un’innovativa forma di “concilazione tra tempi di vita e di lavoro da promuovere per mezzo di accordi volontari su modalità e utilizzo dei dispositivi tecnologici necessari allo svolgimento dell’attività in questione.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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