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Quali sono i fattori di successo per lavorare all'Estero?

Lavorare all'Estero, oggi, è un pesiero piuttosto frequente, anche di chi ha superato la soglia dei 40 anni. Ma andare all'Estero, armati esclusivamente di belle speranze, non è la soluzione giusta. Prima di partire, infatti, è opportuno farsi un'idea realistica delle proprie capacità e di quello che ci si aspetta. Chiaramente, ci sono delle professioni avvantaggiate, soprattutto quando si tratta di lavori qualificati, come ad esempio il pizzaiolo, che riesce a trovare lavoro praticamente ovunque, il personale medico-santiario, o le professioni artigiane, particolarmente ricercate nei cantieri edili dei Paesi del Nord, ma certamente non basta.

Prima di 'spiccare il volo', bisogna considerare anche altri fattori, come la lingua, la motivazione, l'età e la disponibilità economica. La conoscenza della lingua, è senza alcun dubbio, la componente più importante. Un insegnante o un una brava infermiera che non siano capaci di esprimersi in modo adeguato, non avranno alcuna possibilità di far valere la propria qualifica. Anche l'età ha il suo peso, e gli ultraquarantenni che pensano di aggirare l'ostacolo cercando lavoro all'Estero, rischiano di rimanere a bocca asciutta. La motivazione è un altro fattore che merita attenzione. Bisogna esserne davvero convinti della scleta da intraprendere o alle prime difficoltà si diventerà preda di dubbi e nostalgie. Ecco, perché le esperienze all'Estero durante la formazione sono estremamente positive.

Un aspetto da non trascurare assolutamente, è il costo. Solo per il primo mese di ricerca in una delle capitali europee avrete bisogno di 2000 euro, anche perché difficilmente si trova lavoro stando comodamente seduti a casa in Italia. Inoltre, il personale qualificatato viene assunto solo dopo colloquio diretto e per chi ha la laurea, il discorso è persino più complicato, sono necessari, infatti, 2 o 3 colloqui. Se tutto va bene, prima di vedere lo stipendio, passeranno 12 settimane.

Chi pensa di scegliere una professione o un percorso di studi in vista di un lavoro all'estero, rischia di compiere un passo azzardato. Il mondo del lavoro, infatti, si evolve rapidamente e può accadere che la strada scelta diventi superata nel giro di 3 o 4 anni. Senza considerare che l'Estero, come meta di lavoro qualificato, diventa importante solo quando sono state concluse le prime esperieze di lavoro, oltre che la formazione.

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