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L'Unione Europea chiede il 30% delle quote rosa nei CdA entro il 2015

L'Unione Europea, chiede il 30% di quote rosa nei Consigli di Amministrazione entro il 2015. Il guanto di sfida è stato lanciato dal Commissario europeo alla Giustizia Viviane Reding, che ha proposto alle società quotate e a partecipazione pubblica, di impegnarsi ad aumentare la presenza femminile nei CdA del 30% entro il 2015 e del 40% entro il 2020. Il primo incontro con le aziende, per valutare le opinioni dei diversi vertici, ha riscontrato parere favorevole.

Come ha dichiarato la Reding aumentare la partecipazione delle donne nei consigli di amministrazione può rendere le aziende più proficue e innescare una crescita economica sostenibile. Per i prossimi 12 mesi si intende dare all’autoregolamentazione un’ultima possibilità. Vorrei che le aziende fossero più creative, in maniera tale che non lo debbano essere i regolatori. Il mio obiettivo è aumentare la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle più grandi aziende europee al 30% entro il 2015 e al 40% entro il 2020.

L'intervento legislativo, infatti, si propone, di far crescere i profitti delle società, che fungeranno da volano per la ripresa economica. Alcuni Paesi dell'Unione Europea, come Spagna, Francia e Norvegia, considerano indispensabile un intervento legislativo in questo senso, e si stanno già attivando, mentre altri hanno avanzazto proposte di autoregolamentazione. In Italia, l'iniziativa è passata al vaglio della commissione Finanze del Senato, che proprio oggi ha discusso sulle sanzioni previste in caso di inadempienza all'obbligo di assegnare il 30% dei posti in consiglio e nei collegi sindacali alle donne.

Si discuterà ancora, riguardo all'entrata in vigore della legge, tuttavia si attende l'approvazione del ddl per la prossima settimana, in modo da far coincidere questa svolta al femminile nel mondo del lavoro, con la festa dell'8 marzo.

(foto © Freedigitalphotos.com)

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