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Depressione sul lavoro, quali sono i motivi?

Con i tempi che corrono, avere un lavoro è una gran fortuna e questo dovrebbe bastare a renderci felici, anche se poi, non sempre ci sente soddisfatti. Anzi, spesso, il lavoro è punteggiato da episodi di vero disagio psicologico, sebbene le statistiche dicano che i disoccupati siano più depressi rispetto agli occupati. Il lavoro, infatti, ha un valore sociale, è, infatti, un posto dove andare ogni giorno e dove si incontrano persone con cui interagire. Ma il lavoro non sempre 'regala' gioie e se si è infelici da tempo e non si ha alcun potere di cambiare le cose, allora la tristezza può trasformarsi in depressione.

Le donne sono maggiormente esposte ai disturbi dell'umore, ma a parte le differenze di genere e la predisposizione personale, ci sono professioni che aumentano il rischio di cadere nella depressione, come le attività di lavoro che hanno un'orario prolungato o quando tra voi e il capo non scorre buon sangue. Secondo alcuni psicologi, inoltre, non fanno bene all'umore nemmeno i lavori sedentari, troppo ripetitivi così come quelli che isolano. Infatti, la routine di andare al lavoro, scambiare due chiacchiere con gli stessi colleghi ogni giorno dà stabilità.

I lavori che aiutano a migliorare l'umore, invece, sono quelli all'insegna delle relazioni umane e che comportanto un'attività fisica. Ma anche chi fa l'ingegnere o l'architetto tende ad essere meno depresso, perché chi svolge una professione tecnica possiede un controllo decisamente maggiore su quello che deve fare.

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