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Lavoro: l'eccessiva reperibilità fa male?

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Non servivano certo ricerche scientifiche approfondite per avvalorare un assunto di per sé scontato: la mancanza di tempo libero “garantito al 100%” comporta un surplus in termini di stress con possibili conseguenze non certo esaltanti sulla salute.

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Sono in particolare le nuove tecnologie a comportare questo tipo di rischi in relazione a lavori che prevedono reperibilità ad oltranza del dipendente in orari extra e l’attesa di eventuali chiamate o email diventa per il diretto interessato un'autentica “spada di Damocle” che rende impossibile qualsiasi forma di relax.

Non c’è proprio via di scampo o esistono soggetti in qualche modo immuni allo stress da lavoro a riposo “condizionato”? La ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Amburgo su un campione rappresentativo di 13 categorie di dipendenti dei settori più disparati sembra lasciare spazio ad una distinzione di fondo, tra individui capaci di resistere agli effetti indesiderati della reperibilità e vittime predestinate degli sbalzi di umore prodotti dalla mancanza, totale o parziale di relax.

(Stress da lavoro e conseguenze sulla salute: l'opinione degli esperti. Video)

Indicatore puntuale del tasso di stress accumulato nei giorni di test dei lavoratori monitorati dai ricercatori, secondo quanto riferito nel dettaglio (dati alla mano) dal Journal of Occupational Health Psycology, il livello di cortisolo e cioè dell’ormone sprigionato nell’organismo in situazioni di tensione prolungata che nei periodi sotto esame ha conosciuto percentuali significative in ogni soggetto seguito dagli scienziati tedeschi.

Sono bastati due questionari sottoposti quotidianamente (al risveglio e la sera) alle “cavie” umane per l’intero arco di tempo della ricerca, quattro giorni in totale, per capire l’impatto della reperibilità ad oltranza sul comportamento delle persone esaminate e soltanto un’esigua minoranza degli individui oggetto del test ha dimostrato capacità di resistenza a simili contraccolpi.

Stanchezza e irascibilità ai massimi livelli sono le inevitabili conseguenze del carico di stress da "eccesso di disponibilità": volenti o nolenti, migliaia di lavoratori con questi danni collaterali alla salute devono e dovranno (in molti casi ancora a lungo, purtroppo) fare i conti.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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