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Lavoro Milano: si spengono le vetrine dei negozi

Meno 18... Meno 16... Meno 13... Non è il conto alla rovescia di fine anno, ma il numero rispettivamente delle panetterie, profumerie e ferramenta di Milano che abbassano le saracinesche per non ritirarle più su. Ammonta a 529 il totale delle attività commerciali del capoluogo lombardo che chiudono i battenti. Meno 1.700 in tutta la regione.

'Per ritrovare una crisi come questa bisogna tornare agli anni 70. Ma nemmeno quello è un paragone adeguato', commenta Renato Borghi, vicepresidente dell'Unione del commercio di Milano. Anche l'abbigliamento, vuoi il settore simbolo per la capitale internazionale della moda, è in recessione. Negli ultimi mesi più di 80 vetrine si sono spente nel centro di Milano.

Fra i morti in battaglia si contano anche 15 gioiellerie, 37 punti vendita di arredamento e 42 cartolerie. Chi più chi meno, tutti i settori commerciali sono stati colpiti dalla crisi.

A sorpresa però regge l'artigianato. Benché nel 2009 le attività iscritte all'albo siano diminuite del 2%, per il 2010 si stima che solo un'impresa su nove abbia in previsione un ridimensionamento dell'organico, mentre una su cinque addirittura assumerebbe. Ad ogni modo, come spiega Marco Accornero, segretario generale dell'Unione artigiani, è fondamentale un intervento pubblico di sostegno alla piccola e media impresa.

Da parte sua, il Comune è già venuto in aiuto con lo stanziamento di 200 milioni di euro, e ha in programma di rinnovare tutte le forme di incentivi già previsti. Inoltre è al vaglio l'ipotesi di aumentare l'Ici ai proprietari dei negozi che lasciano troppo a lungo sfitti i punti vendita. Uno dei problemi principali che affligge il settore commerciale del capoluogo lombardo è infatti l'elevato costo delle locazione ad uso commerciale.

(foto © farm4.static.flickr.com)

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