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Lavoro per mamme: diritti e opportunità

Esiste un lavoro per mamme, oltre a quello di mamma? Sulla carta sì, ma in realtà la questione non è tanto semplice. Se infatti a livello teorico il Testo unico sulla maternità e paternità (Dlgs 151/2001) regola il trattamento delle mamme impiegate come lavoratrici subordinate (e dei papà), a livello pratico la sua applicazione spesso è parziale oppure impedita da pratiche di mobbing e di dissuasione vessatorie, senza contare che da esso sono escluse le lavoratrici con contratto a progetto o occasionali e che, comunque, anche le dipendenti a tempo determinato non sono propriamente tutelate. Ecco allora alcuni consigli per fare valere i propri diritti e trovare, allo stesso tempo, un'occupazione conciliabile con la vita di mamma.

I diritti delle mamme lavoratrici

Che cosa prevede il diritto del lavoro per le mamme? In linea generale, la legge italiana garantisce alle lavoratrici:

  • un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, prorogabile in maniera facoltativa;
  • l'astensione anticipata da lavori e mansioni pericolosi e/o faticosi;
  • l'astensione da turni di lavoro notturni;
  • la fruizione di permessi per effettuare visite prenatali e di riposi giornalieri per l'allattamento (fino al compimento del primo anno di età del bambino);
  • la conservazione del posto di lavoro, con l'impossibilità di essere licenziate o sospese durante la gravidanza (a meno di casi particolari);
  • la fruizione di congedi parentali e congedi per la malattia del figlio;
  • l'estensione al padre dei medesimi diritti per partecipare alla cura del figlio.

Tuttavia questi diritti non valgono per tutte le categorie, ma solo per le seguenti:

  • lavoratrici dipendenti da aziende private, pubbliche e da società cooperative;
  • lavoratrici autonome;
  • libere professioniste;
  • lavoratrici agricole;
  • madri adottive e affidatarie, con diritto di avvalersi dell'astensione obbligatoria dal lavoro per i tre mesi successivi all'effettivo ingresso del bambino in famiglia, se quest'ultimo non ha ancora compiuto sei anni.

Per comunicare lo stato di gravidanza, godere dell’astensione obbligatoria dal lavoro, essere esentate dall’uso delle cinture in auto e per altri eventuali limitazioni/facilitazioni previste dalla legge, è necessario presentare al datore di lavoro - se dipendenti private - o all'Inps - se dipendenti pubbliche - il certificato di gravidanza, che è rilasciato dal ginecologo. Se quest'ultimo è un privato, datore di lavoro e Inps possono riservarsi di accettarlo o chiedere all'interessata di farlo convalidare da un medico operante in una struttura pubblica. Il certificato di gravidanza indica la data presunta del parto ed è necessario per coprire il periodo di astensione obbligatoria della lavoratrice, mentre se quest'ultima vuole fare richiesta di maternità facoltativa deve produrre il certificato di assistenza al parto, che deve essere redatto dall'ospedale dove ha partorito oppure dal medico o dall'ostetrica che l'ha assistita (se il parto è avvenuto in casa oppure in una struttura diversa dall'ospedale o da una clinica privata), entro e non oltre il decimo giorno dalla nascita del bambino.

Quali opportunità per le mamme che lavorano?

In Italia non sono molto le realtà 'virtuose' che prevedono servizi speciali per le mamme lavoratrici (come per esempio un nido all'interno della struttura aziendale) e il part-time solitamente è concesso malvolentieri e con il contagocce, per tutta una serie di ragioni economiche e organizzative. A fronte di simili condizioni di lavoro, per le mamme spesso l'unica soluzione è scegliere di dedicarsi esclusivamente alla famiglia. Tuttavia, l'avvento dei new media sta lentamente ma progressivamente permettendo di affermarsi a nuove professioni, ruoli e metodi di lavoro. L'home-working, così come la scelta consapevole della libera professione, sembrano sempre di più tracciare la strada di una nuova generazione di mamme che riesce a conciliare la famiglia e la carriera. In tal senso, per trovare spunti e suggerimenti interessanti e creativi, ma anche risposte a dubbi di natura pratica e/o legale, tre siti molto utili e ben fatti sono: lavoropermamme.net, mammaelavoro.it e mammaonline.com.

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