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Lavoro sommerso: ecco le nuove sanzioni

L’art. 4 della legge 4 novembre 2010, n. 183 ha modificato il quadro normativo che regolava le misure per il contrasto del lavoro sommerso.

L’ultimo periodo dell’articolo 4, comma 1, lett. a) della legge n. 183 del 2010, prevede che l’importo delle sanzionicivili in caso di evasione contributiva riferita all’utilizzo di lavoratori irregolari è incremento del 50 per cento. Pertanto, le sanzioni civili, in caso di lavoro irregolare, continueranno ad essere calcolate nella misura del trenta per cento in ragione d’anno della contribuzione evasa fino ad un massimo del sessanta per cento, come previsto dall’art.116 comma 8 lettera b) della legge 23.12.2000 n.388. L’importo così determinato dovrà essere maggiorato del cinquanta per cento. La predetta maggiorazione delle sanzioni civili non si applica nel caso in cui il datore di lavoro occulti le retribuzioni erogate.

Fra le novità introdotte dal c.d. “collegato lavoro” quelle di maggiore rilievo, per le ricadute sull’attività di vigilanza, è contenuto nell’art. 4, comma 1, lett. c),della legge n.183/2010, che ha esteso anche agli ispettori dell’INPS il potere di contestazione e notificazione, ai sensi dell’art. 14 L. 689/1981, della maxisanzione prevista dall’art. 3 D.L. 22.02.2002 n. 12, convertito con modificazioni ed integrazioni in Legge 23.04.1972 n. 73, nei casi di impiego di lavoratori in nero. La competenza ad irrogare la cosiddetta maxisanzione decorre dalla data di entrata in vigore della legge 183/2010 (24 novembre 2010) ed è riferita anche agli illeciti commessi prima del 24 novembre 2010 purché proseguiti oltre tale data.

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