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Lavoro, vacanti 30mila posti nelle piccole imprese. Ma nessuno li vuole

In un momento come questo, nel quale il Paese è piegato da una dura crisi economica e da un alto tasso di disoccupazione, sorprende venire a sapere che le piccole imprese faticano a trovare manodopera. L'organizzazione Confartigianato, presieduta da Giorgio Guerrini, ha condotto un'inchiesta sul fabbisogno di manodopera in base ai dati dei primi sei mesi dell'anno dalla quale è emerso che nel 2009 il sistema delle piccole imprese e dell'artigianato potrà creare 94.670 posti di lavoro, di questi però un terzo rischia di restare vacante.

Le piccole imprese cercano, invano, soprattutto falegnami o comunque persone esperte nella lavorazione del legno, parrucchieri ed estetisti, elettricisti e meccanici. Non si trovano, poi, idraulici e disegnatori industriali. In pratica, nelle piccole imprese un posto su tre rimane vuoto perché non si trova chi lo occupi.

Come sottolineato dal quotidiano Il Corriere della Sera, per quanto riguarda i falegnami a fronte di un fabbisogno di 2.690 addetti, le piccole imprese ne cercano inutilmente 1.390; nel caso dei parrucchiere e degli estetisti pare che i posti di lavoro destinati a restare vuoti sono il 49 per cento circa; sembrano poi mancare 2.840 elettricisti, 1.640 meccanici e 1.560 idraulici.

Un dato curioso, però, evidenzia che se è difficile trovare manodopera per le piccole imprese, in molti hanno deciso di mettersi in proprio. Così ad esempio, nei dodici mesi compresi fra la fine di giugno 2008 e la fine di giugno 2009, quando i parrucchieri erano invano alla ricerca di 3.210 dipendenti, il numero dei barbieri e degli estetisti è aumentato di 1.696 unità.

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