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Legge Fornero addio, governo prepara riforma delle pensioni: via dal lavoro prima, con penalizzazioni crescenti

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Giorni (o forse mesi) contati per la legge Fornero, riforma “punitiva” delle pensioni votata dai principali partiti della passata legislatura ma da tutti rinnegata dopo la fine dell’esperienza del governo tecnico guidato a guida Monti.

Renzi annuncia rimborsi parziali “una tantum” ad agosto per 4 milioni di pensionati

Allo studio dell’esecutivo Renzi, all’indomani dell’annuncio del bonus sostitutivo dei rimborsi per l’indicizzazione delle rendite superiori a 1500 euro mensili bloccate per il biennio 2012/2013, vi è infatti un provvedimento destinato a modificare diversi aspetti della vecchia normativa, con nuove regole da introdurre per introdurre elementi di marcata flessibilità nel sistema.

Sarà decisamente più snello, secondo quanto lasciato intendere a chiare lettere da Palazzo Chigi in attesa di atti ufficiali del governo, il criterio di calcolo dell’età pensionabile: meno rigidità in uscita dal mondo del lavoro, con penalizzazioni proporzionali alla lontananza dalla soglia standard determinata dalla legge.

Se in base alla Fornero si poteva ottenere la pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 66 anni e 3 mesi sia per gli uomini che per le donne, ad eccezione delle lavoratrici del settore privato autorizzate ad un abbandono anticipato di 2 anni e mezzo rispetto agli altri, dal 2016 potrebbero esservi finestre di accesso diverse, improntate alla massima flessibilità.

(Salvini e la battaglia sulla legge Fornero: ricorso contro la riforma delle pensioni)

Un meccanismo innovativo, stando alle previsioni di Renzi e colleghi, in grado di favorire turn over e ricambio generazionale sul lavoro tenendo in equilibrio il sistema pensionistico senza toccare i diritti acquisiti.

Il varo della riforma che permetterà il superamento della contestatissima legge Fornero (oggetto di una richiesta, respinta dalla Consulta, di referendum della Lega Nord) dovrebbe coincidere con l’approvazione della prossima manovra finanziaria.

Cuore della disciplina in costruzione, l’estensione del metodo contributivo per il calcolo delle future pensioni anche ai titolari di assegni soggetti al cosiddetto “sistema misto” frutto dell’integrazione della vecchia normativa con le recenti disposizioni legislative non più improntate ai criteri del regime retributivo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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