Licenziamenti degli statali: cosa cambia nel 2012

Uno dei temi caldi della riforma del lavoro è quello che riguarda i licenziamenti degli statali. Il 2012 potrebbe infatti essere l'anno di un cambiamento epocale nella storia della Pubblica Amministrazione (PA), con l'approvazione di una normativa che prevede che i dipendenti possano essere licenziati per 'motivi disciplinari'. Ecco allora un focus sulle ultime novità.

Licenziamenti nella PA: cosa potrebbe cambiare

"Quello dei dipendenti pubblici non è un mercato, perché le regole sono diverse, ma auspico che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati relativamente alla possibilità di licenziare sia inserito nella delega al ddl anche per i dipendenti pubblici". Con queste parole, pronunciate nel corso di un incontro con gli studenti presso la Facoltà di Economia dell'Università di Torino, il ministro Elsa Fornero ha ufficialmente dato il via al dibattito sui licenziamenti degli statali. Il 2012 potrebbe dunque segnare una svolta nell'organizzazione e nella gestione della PA, fino a ora lontana e in un certo senso al riparo dalle logiche del settore lavorativo privato.

Obiettivo della riforma sono i cosiddetti licenziamenti per motivi disciplinari. Per quelli discriminatori e dunque, di fatto, nulli, non sono previsti interventi di alcun genere, mentre per i licenziamenti per ragioni economiche (giustificati motivi oggettivi) una normativa esiste già, ed è contenuta nell'Art. 33 del Dlgs 165/2001, che disciplina la mobilità del personale in disponibilità, ovvero dichiarato in eccedenza al termine della relativa procedura.

La bozza di delega per la riforma del pubblico impiego allo studio del ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi non contiene "una disposizione specifica sui licenziamenti disciplinari", come precisa lo stesso responsabile, ma è senza dubbio un punto di partenza per rivedere, dettagliare e/o introdurre ex novo circostanze e sanzioni che possono far scattare il licenziamento del dipendente per ragioni disciplinari.

Una riorganizzazione complessa, che deve fare i conti con i vincoli costituzionali e la natura della funzione pubblica (diversa da quella privata sul piano doveri/garanzie), oltre che con un sistema di sanzioni conservative ed espulsive differenziate in base al ruolo (funzionari o dirigenti), ma che sembra avviata a grandi passi sulla strada della sua realizzazione.

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Licenziamenti degli statali: lo scontro Fornero-Patroni Griffi

Nonostante la (apparente) comune volontà di "migliorare la Pubblica Amministrazione", come affermato anche in un comunicato congiunto del Ministero del Lavoro e di quello della Funzione Pubblica, sembra evidente che Elsa Fornero e Filippo Patroni Griffi vogliono raggiungere la stesso obiettivo passando da strade diverse.

Se da un lato, infatti, la titolare delle Pari Opportunità affronta di petto la questione, sottolineando che pure tenendo "conto delle specificità del pubblico impiego" auspica "parità di trattamento tra i lavoratori del settore privato e quelli del settore pubblico" e ribadisce che l'impegno del suo dicastero "non riguarda solo uomini e donne, ma anche lavoratori pubblici e privati, lavoratori immigrati e lavoratori nativi", dall'altro il ministro Patroni Griffi smorza i toni dicendo che non esiste nessuna "disposizione specifica" nel ddl lavoro per regolamentare i licenziamenti disciplinari nell'ambito della PA e che la materia sarà rimessa "al Parlamento". Un gioco di specchi nel quale una cosa appare comunque chiara: i licenziamenti degli statali nel 2012 rappresentano una delle questioni calde allo studio del governo e, in un senso o nell'altro, subiranno un qualche tipo di riforma.

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