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Il licenziamento discriminatorio: le novità normative

Il 18 luglio 2012 è entrato in vigore la riforma del Mercato del Lavoro anche detta Riforma Fornero dal nome del Ministro che l'ha redatta. La formulazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Legge n.300/70, detta alcune norme tra le quali la nullità del licenziamento discriminatorio. Ecco cosa si intende e in quali casi si può parlare di discriminazione.

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Tutti i motivi discriminanti della riforma Fornero

Se la fine del rapporto messo in atto dal datore di lavoro nei confronti del lavoratore si basa su motivazioni che hanno a che fare con atteggiamenti discriminanti il licenziamento non è un atto valido. Perché ci sia nullità dell'atto devono ricorrere, nei confronti del lavoratore, motivazioni che hanno a che fare con la sfera religiosa o il credo politico ma anche l'appartenenza a un sindacato, la razza, la lingua, il sesso e l'orientamento sessuale. Il licenziamento è nullo anche se viene intimato in prossimità del matrimonio, durante la gravidanza o il puerperio o in seguito a una richiesta di congedo parentale, in occasione di adozione oppure se è determinato da un motivo illecito secondo l'art. 13545 del Codice Civile.

In tutti questi casi, data la nullità del licenziamento discriminatorio, il datore di lavoro deve reintegrare il lavoratore e risarcirgli il danno per il periodo intercorrente tra il giorno del licenziamento e il giorno del reintegro sul posto di lavoro, per un massimo di 12 mensilità. Oltre a questo risarcimento il lavoratore ha diritto al versamento dei contributi per lo stesso periodo. Secondo il comma 3 dello Statuto il licenziato può però scegliere una indennità sostitutiva invece che il reintegro. L'indennità sarà pari a 15 mensilità a cui deve essere aggiunto il risarcimento del danno. In questo caso si ha la risoluzione del rapporto di lavoro.

Anche le ragioni economiche possono essere discriminatorie

Inoltre bisogna ricordare che in caso di licenziamento per ragioni economiche, se queste motivazioni non sussistono, il licenziamento assume connotati discriminatori nei confronti di quel dipendente. L'obbligo del reintegro del lavoratore, il cui licenziamento sia nullo perché discriminatorio, riguarda tutte le imprese, anche le piccole con meno di 15 dipendenti.

Giovanni Leonardi

Tra le tante cose fatte dal Ministro Fornero e che non sono piaciute, quella sul reintegro per i licenziameti discriminatori è d'apprezzare , MI PIACE!!!!!!!

2012-08-08 21:29:03

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