Excite

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: quando e come avviene

Nonostante si parli e si discuta molto intorno all’articolo diciotto, ci sono comunque diverse tipologie di licenziamento a favore dell’imprenditore o del datore di lavoro. Si tratta comunque di mezzi che richiedono una giusta causa oppure un giustificato motivo. Nello specifico il giustificato motivo può essere soggettivo oppure oggettivo. E’ il secondo caso quello che ci interessa più da vicino.

    Getty Images

Quando c'è il giustificato motivo oggettivo

Alla base c’è il concetto di giustificato motivo. Il parametro fondamentale è quello di una necessità da parte dell’azienda che sia facilmente dimostrabile. In secondo luogo è una tipologia di licenziamento che richiede un preavviso da parte del datore di lavoro nei confronti del lavoratore. E’ un provvedimento che può riguardare anche più di un lavoro sebbene non possa essere equiparato alle forme di licenziamento collettivo.

Scopri i dettagli del licenziamento per giustificato motivo soggettivo

Le ragioni del licenziamento per giustificato motivo oggettivo riguardano, di solito, l’attività produttiva e l’organizzazione del lavoro dell’azienda. In pratica rientrato in questo novero tutte le situazioni che impediscono il regolare ed efficiente funzionamento dell’azienda. Il fallimento dell’azienda o una riorganizzazione dei reparti sono considerati motivi validi. E’ valida anche la mancanza di requisiti fisici a svolgere il proprio lavoro da parte del lavoratore.

Le conseguenze del licenziamento

Una volta messo in atto il licenziamento per giustificato motivo oggettivo il giudice del lavoro può obbligare il datore di lavoro a risarcire il lavoratore. Il giudice, qualora non riscontrasse il giustificato motivo oggettivo, può decretare il reintegro del lavoratore. E’ prevista anche il pagamento di una o due annualità a favore del lavoratore.

Scopri il licenziamento in cassa integrazione

E’ questa la principale differenza con la precedente stesura dell’articolo. Il giudice può ordinare il reintegro, che prima era assolutamente automatico in caso di mancanza di giustificato motivo, solo nel caso in cui riscontrasse motivazioni di tipo discriminatorio o disciplinare. E’ comunque un bel vantaggio a favore dell’imprenditore che ha maggiore libertà di movimento verso il lavoratore.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017