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Licenziamento per giustificato motivo soggettivo: cause e modalità

Si fa un gran parlare di Articolo 18, di licenziamenti e di riforme del lavoro. In realtà ci sono alcuni capisaldi che non sono stati modificati e non verranno modificati dall’approvazione del Jobs Act. Tra questi c’è il licenziamento per giusto motivo soggettivo. Una modalità che non ricade minimamente sotto la tutela dell’articolo 18 e che ha tutta una serie di parametri propri da verificare prima di procedere all’atto vero e proprio del licenziamento.

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Motivazione del licenziamento

Innanzitutto bisogna dire che il licenziamento per giusto motivo soggettivo entra in ballo quando l’infrazione, da parte del lavoratore, non è grave al punto da far scattare il licenziamento per giusta causa, ma comporta comunque un provvedimento importante e definitivo come quello del licenziamento.

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Il giustificato motivo soggettivo rientra tra i licenziamenti di tipo disciplinare e riguarda i comportamenti che incidono in maniera insanabile sul rapporto di lavoro tra datore/azienda e lavoratore. Questa tipologia di licenziamento è tutelata dall’articolo sette dello statuto dei lavoratori ed una violazione dello stesso rende inefficace il licenziamento.

Provvedimenti e difesa del lavoratore

Le cause principali sono lo scarso rendimento ed il comportamento negligente. Nel caso dello scarso rendimento il dipendente può mettere in atto tutte le difese del caso. Chi vuole licenziare deve portare prove circostanziate dello scarso rendimento e chi subisce il licenziamento può confutarle.

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Quello che cambierà con il jobs act, invece, è la tutela in caso di licenziamento ingiustificato in aziende con più di quindici dipendenti. In caso venisse dimostrato un licenziamento illegittimo il giudice dovrà applicare al lavoratore la tutela obbligatoria standard. Il caso tipico di licenziamento per giustificato motivo soggettivo è quello di un surplus di assenze per malattia. Nel caso l’azienda non potesse sopportare un tale numero di assenze il datore di lavoro può licenziare il dipendente richiamando il giustificato motivo soggettivo. Sono cause di lavoro che raramente si risolvono con una vittoria del dipendente licenziato.

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