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Liliana Faccini da Kuala Lumpur | Italiani per il mondo

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Quinto appuntamento della nostra rubrica sugli italiani per il mondo. Protagonista dell'intervista di oggi è Liliana Faccini da Kuala Lumpur. Ecco i suoi consigli e la sua storia.

1)Di dove sei e com'era la tua vita prima di lasciare l'Italia?
"Sono nata a Palermo ma ho vissuto a Roma fino a Luglio del 2008. Lavoravo per una compagnia di telecomunicazioni mentre mio marito lavorava all'estero e tornava a casa ogni 30-40 giorni per 2 o 3 settimane. Raramente andavo a trovarlo perche' svolgeva la sua attivita' in paesi non "turistici". La vita e' stata abbastanza semplice per i primi 4 anni, ma con l'arrivo della nostra primogenita questa "routine" ha iniziato a creare qualche problema. I mesi in cui mio marito non era a Roma, mia madre si trasferiva a casa nostra per aiutarmi nella gestione quotidiana, dal momento che uscivo la mattina per tornare all'ora di cena. Com'era la mia vita? "Lavoravo full time e facevo la mamma e la moglie part time". Era una vita un complicata e faticosa per tutti".

2) Di cosa ti occupi e dove vivi attualmente?
"Nel 2007 abbiamo iniziato a valutare l'idea di "andare a vivere insieme" e l'occasione e' arrivata con un'offerta di lavoro in Asia. Tempismo perfetto perche' nel frattempo aspettavamo il secondo figlio. Dopo la sua nascita ci siamo trasferiti a Kuala Lumpur. Era la mia prima esperienza in Asia. L'impatto e' stato subito positivo perche' nonostante sia un paese culturalmente diverso dall'occidente ha degli aspetti che lo avvicinano come il senso della famiglia. Sono rimasta subito colpita dal comportamento della gente che e' molto rispettosa e raramente poco disponibile. E' un paese dal clima tropicale e ovviamente i ritmi sono lenti, ma dopo un po' di tempo ho imparato ad apprezzare anche questo aspetto. Qui a KL e' nata la nostra ultima bimba e quindi sono impegnata a tempo pieno come moglie e mamma di 3 bambini. Non e' una citta' costruita per camminare a piedi a causa del clima - troppo caldo/umido e con piogge torrenziali durante il monsone - e spesso trascorro la gran parte del mio tempo in macchina per accompagnare I figli a scuola o alle diverse attivita' in cui sono impegnati. Faccio parte dell'associazione di Italiani a KL "Emilio Salgari" e lavoro ad un progetto per aiutare I bambini italiani o figli di coppie di italiani e stranieri a mantenere viva la lingua e la cultura italiana. Abbiamo una scuola autofinanziata e autogestita da mamme. Ogni Martedi' mattina, noi mamme volontarie ci riuniamo per preparare un argomento con 2 differenti gradi di difficolta' e ogni Lunedi' pomeriggio incontriamo I bambini nella scuola internazione frequentata dai miei figli che ci offre gratuitamente 2 aule per svolgere quest'attivita'. Infatti, e' riconosciuto importante nell'ambiente scolastico internazionale, mantenere vive le proprie origini. Io lavoro con i bambini piu' piccoli o che non parlano l'italiano e attraverso il gioco esercitiamo l'uso della lingua italiana e cerchiamo di insegnare un po' della nostra cultura. E' una bella esperienza che mi regala anche piccole soddisfazioni personali".

3) Perche' sei andata via dall'Italia?
"Per motivi di lavoro di mio marito. Purtroppo in Italia non c'erano offerte inerenti alla sua esperienza. Per crescere e vivere come famiglia e' stato necessario fare una scelta e abbiamo rinunciato al mio impegno lavorativo per investire su quello di mio marito con il beneficio di poter dedicare la mia giornata alla mia famiglia e a me stessa. Cosi' abbiamo considerato questa opportunita' di "Lavoro all'estero" non solo come fonte di sostentamento economico ma come possibilita' di una vita migliore rispetto a quella che in questo momento potremmo avere in Italia e come opportunita' di esperienze importanti per un futuro diverso per I nostri figli. Nel fare questo abbiamo rinunciato anche a qualche beneficio ma continuiamo a pensare che ne sia valsa la pena".

4)Come mai ha scelto Kuala Lumpur per vivere?
"Siamo arrivati a Kuala Lumpur non per scelta ma per il contratto di lavoro di mio marito. Siamo stati fortunati perche' Kuala Lumpur, a differenza di altre destinazioni, e' una citta' multietnica dove si possono vivere esperienze diverse e interessanti. Si vive a stretto contatto con la cultura indiana, cinese, malese e con il vasto e vario mondo degli espatriati che vengono da tutte le parti del mondo dall'Australia all'America. Inoltre resta ancora un paese abbastanza sicuro per vivere con la famiglia".

5) Tornerai in Italia?
"Torneremo in Italia perche' abbiamo le nostre radici e fino ad oggi pensiamo che sia il posto dove vogliamo trascorrere la nostra vita quando non saremo piu' cosi' impegnati con il lavoro. Non sappiamo cosa ci riserva il futuro comunque sia vorremmo aspettare che I nostri figli finiscano il percorso di studi iniziato all'estero. Speriamo davvero che la nostra Italia risorga da questa crisi economica che sta attraversando perche' comunque ci sentiamo profondamente legati alle nostre origini".

6) Qual è la cosa che ti manca di più dell'Italia?
"La lontananza dalle nostre famiglie e dagli amici anche se grazie a tutti I moderni mezzi di comunicazione le distanze sono molto accorciate. Il profumo dell'aria, il colore del cielo e la possibilita' di passeggiare e di godere delle bellezze artistiche delle citta' italiane. Kuala Lumpur non e' una citta' costruita per vivere all'aria aperta ed e' una citta' estremamente moderna. e poi ovviamente i sapori del cibo italiano e I "supermercati"".

7) Qual è la cosa che ti manca di meno dell'Italia?
"Mi spiace anche solo l'idea di dover ammettere che c'e' qualcosa dell' Italia che non mi manca. Soprattutto se penso come brillano gli occhi delIa gente che vive dall'altra parte del mondo quando sente che siamo italiani. Purtroppo ogni volta che rientriamo in Italia, sin dall'arrivo in aereoporto ci rendiamo conto dell'assenza di entusiasmo della gente che ormai sembra sopravvivere invece che vivere. E' molto triste leggere le news su cio' che avviene, ma non perdiamo la speranza di rivedere il nostro paese splendere ancora e continuiamo, per quanto possibile, a sostenerlo".

Se sei un italiano per il mondo e vuoi raccontarci la tua esperienza scrivici a redazione.excite@populis.com. Saremo lieti di pubblicare la tua storia!

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