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Assenza per malattia dal lavoro: l'indennità Inps

Per la malattia sul lavoro, l'Inps riconosce una somma che varia per ammontare e durata a seconda della tipologia di contratto e del CCNL di riferimento. Per sapere se rientrate tra gli aventi diritto e per poterne fruire in modo corretto, ecco allora un vademecum sulla cosiddetta indennità di malattia.

Indennità di malattia: a chi spetta, quanto e quando

In caso di "evento morboso", l'indennità per malattia sul lavoro dell'Inps è riconosciuta a:

  • operai settore industria;
  • operai e impiegati settore terziario e servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori 'parasubordinati' iscritti alla gestione separata (Legge 335/95, Articolo 2, Comma 26).

I dipendenti hanno diritto all'indennità di malattia "per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare", con alcuni distinguo sulla durata e sui requisiti necessari a ottenere quest'ultima in base al CCNL di riferimento e alla tipologia di contratto: a tempo determinato (CTD) o indeterminato (CTI). Analogo trattamento è previsto per gli apprendisti.

Ai disoccupati e ai lavoratori sospesi l'indennità è corrisposta "per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché la malattia inizi entro 60 giorni o 2 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato o dall'inizio della sospensione".

Anche per i lavoratori parasubordinati il monte massimo di giorni è fissato in 180, ma l'indennità è riconosciuta solo se, nei 12 mesi precedenti l'inizio della malattia, hanno versato almeno tre mensilità contributive (anche non continuative) alla gestione separata competente e se "il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno".

Identiche condizioni, infine, valgono anche per i lavoratori a progetto e le categorie assimilate, ma "per un massimo di giorni nell’anno solare pari a 1/6 della durata complessiva del contratto".

L'ammontare dell'indennità varia per ciascuna di queste categorie ed è uguale a una percentuale 'a scalare', in base alla durata dell'assenza, calcolata sulla retribuzione media giornaliera. Mentre per quanto riguarda la sua erogazione, essa diventa fattiva a partire dal 4° giorno di malattia (i primi 3, 'di carenza', di solito sono indennizzati dall'azienda, ma dipende dal contratto).

La domanda per l'indennità di malattia

Per godere dell'indennità di malattia sul lavoro dell'Inps, tutti i lavoratori - indipendentemente da CCNL e tipologia contrattuale - devono consegnare:

  • il certificato di diagnosi all'INPS;
  • l’attestato di malattia al datore di lavoro

redatti su apposito modello OPM da un medico abilitato, entro 2 giorni dalla dato di rilascio degli stessi.

Nel caso di degenza ospedaliera il limite è prorogato, "ma comunque nel termine di prescrizione della prestazione", che è di 1 anno a partire dall’ultimo giorno indennizzabile per malattia.

I lavori parasubordinati, infine, oltre ai moduli di cui sopra devono anche presentare la domanda di pagamento per indennità di malattia e/o degenza ospedaliera alla Sede INPS di appartenenza entro l’anno di prescrizione e/o entro 6 mesi dalla dimissione.

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