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Microsoft e il lavoro flessibile: cade l'obbligo di presenza in ufficio per i dipendenti

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Microsoft ha deciso per una svolta importante, anche se tardiva per un colosso nel settore dell’informatica, nell’organizzazione del lavoro. La sede tedesca del gruppo di Redmond ha eliminato l’obbligo di presenza in ufficio e l’orario lavorativo classico dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio. Da notare che in Germania la Microsoft impiega quasi tremila persone.

Le dichiarazioni ufficiali della Microsoft chiariscono le motivazioni che hanno portato a questa decisione. Innanzitutto, “I dipendenti potranno lavorare dove e quando vogliono, non hanno l’obbligo di andare in ufficio”, e poi le motivazioni, “La presenza fisica in ufficio non dice nulla sulla qualità delle prestazioni dei dipendenti. Al contrario spesso fornisce una falsa immagine”.

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Nel settore dell’informatica Microsoft, con queste innovazioni, arriva tardi perché Google e la Apple adottano politiche di orario molto simili. La novità sta nel fatto che questo cambiamento arriva per una sede europea del gruppo. In genere queste impostazioni di organizzazione aziendale riguardano solo le sedi americane delle multinazionali.

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Le nuove tecnologie, in molti casi, hanno reso superflua la presenza nello stesso luogo fisico dei lavoratori. Sempre più aziende stanno optando per questa scelta. Una volta lo si chiamava telelavoro, ora rientra nel discorso generale della easy economy. Le persone rendono meglio se possono lavorare in posti piacevoli, al bar, a casa, su un prato o in riva al mare, e soprattutto non sono costrette a sottoporsi allo stress del traffico. Meno stress, meno spese, meno inquinamento.

Difficile ipotizzare una svolta in tal senso da parte delle imprese italiane, con l’ossessione per il controllo da parte dei datori di lavoro e l’arretratezza delle nostre imprese è difficile quantificare il gap che accumuleremo anche in questo settore. E’ una svolta che non riguarda solo il settore dell’informatica, anche la Bmw e la Deutsche Bank hanno adottato una politica simile. Da segnalare la preoccupazione da parte dei sindacati sul possibile allargamento delle ore di lavoro e della reperibilità con il conseguente sfruttamento dei lavoratori.

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