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I precari scendono in piazza: 'Il nostro tempo è adesso'

Le associazioni dei precari, scendono in piazza il 9 aprile 2011 a Roma. La mobilitazione nazionale 'Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta' è un invito a scendere in piazza rivolto a tutti, e in particolar modo a chi ha un lavoro precario, o malpagato, a chi non riesce a pagare l'affitto, a chi passa da uno stage all'altro, a chi è disoccupato, a chi un lavoro lo cerca, ma non lo trova o a chi è costretto a fuggire all'Estero per vedere i propri meriti riconsiuti.

Si tratta di un urlo di protesta senza bandiere, a cui aderiscono le scuole, ma anche volti noti, attori, giornalisti e operatori dello spettacolo. Come si legge nell'appello lanciato in rete, e rimbalzato fino alla stampa: 'La mobilitazione è urgente perché: La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti, dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva'. Come ricorda Claudia Pratelli, una delle organizzatrici del comitato, la generazione dei trentenni raramente ha abbracciato la scelta di manifestare in modo collettivo, spia di una visione individualistica del lavoro, ma oramai questa modalità egoistica e distorta non funziona più.

La mobilitazione nazionale, vuole riportare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle problematiche legate al lavoro precario. Nel nostro Paese, infatti, la disoccupazione giovanile sfiora livelli imbarazzanti, (il 30% come riportato dall'Istat), senza considerare il salari medi dei neolaureati, 827 euro nel 2010 contro i 1120 euro del 2008, e la mancanza di misure di sostegno al reddito dei precari e per chi cerca lavoro. Come ricordano gli organizzatori della mobilitazione, il futuro è spesso oggetto di argomentazioni retoriche, ma esiste un altro tempo profondamente legato al domani, che è quello dell'oggi e tante persone si ritrovano senza una vita degna.

(foto © ilnostrotempoeadesso.it)

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