Morti bianche in calo: 920 nel 2011, il dato più basso di sempre

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Calano gli infortuni sul lavoro, tanto quelli mortali che quelli di più lieve entità. A dare la notizia è l'Inail, che nel 2011 ha conteggiato un totale di 725 mila incidenti denunciati, pari a 6.6 punti percentuale in meno rispetto ai 776 mila del 2010. Una quadro nel quale le morti bianche fanno registrare il numero più basso di sempre, 920 contro le 973 dell'anno precedente.

A incidere positivamente sulla statistica è la diminuzione dei cosiddetti 'infortuni in itinere' - nel tragitto da casa al luogo di lavoro e viceversa - che fa segnare un -7.1% (mentre gli incidenti 'in occasione di lavoro' si attestano a -6.5%), di quelli cui sono soggetti i lavoratori che svolgono la propria attività sulla strada (autotrasportatori, agenti di commercio, addetti alla manutenzione stradale e via dicendo), che registrano un -8.4%, e più in generale il forte calo di infortuni al Sud.

Complice anche la crisi - e quindi la minore occupazione - i dati per il Mezzogiorno rilevano un -8.1% per quanto concerne gli eventi mortali e un -14.9% nel caso di episodi che non portano al decesso del lavoratore. Una percentuale, quest'ultima, decisamente elevata, in considerazione di una media nazionale del -5.4%. Unica nota 'stonata' la situazione di colf, badanti e personale domestico nel complesso, per cui la flessione è solo del -3.4%.

Tuttavia, l'Inail ci tiene a sottolineare che non è tutto oro quello che luccica. Dalle stime sarebbero infatti esclusi i lavoratori 'in nero', il cui numero si aggira indicativamente sui 3 milioni di unità, tra i quali l'Istituto suppone che nel 2010 siano avvenuti circa 164 mila incidenti di diversa entità. E non solo.

Lo scorso anno l'Inail ha controllato 21.201 aziende, l'85.59% delle quali è risultato non a norma, con gravi carenze relative alla "efficienza dei sistemi di scelta, della procedura cosiddetta di 'business intelligence' che individua gli insiemi da controllare". Inoltre, il fatto che il calo maggiore negli infortuni riguardi quelli 'in itinere' per il presidente dell'Istituto, Massimo de Felice, "non può consentire inferenze troppo tranquillizzanti sul miglioramento della sicurezza degli ambienti di lavoro".

Mantenere elevata l'attenzione, dunque, è prioritario, come sottolinea il ministro Elsa Fornero, per la quale "salute e sicurezza non vanno visti più come mero onere, come gravame burocratico, ma come fattore produttivo, di incentivo", e come ribadisce lo stesso Presidente Giorgio Napolitano, che esorta a "superare le carenze e le contraddizioni da tempo rilevate nelle azioni volte alla salvaguardia della salute dei lavoratori, nella diffusione degli strumenti di sicurezza sui luoghi di lavoro".

Francesca Zangari

Come può essere considerato positivo questo dato? 920 vite umane sono poche? E quante sono le vittime fra i lavoratori in nero? E questa "diminuzione" in quale misura è dovuta all'aumento della sicurezza sui luoghi di lavoro ovvero al calo del lavoro?

2012-07-14 14:24:54

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