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Obi e il braccialetto al polso dei commessi, rivolta contro il calling system: "Lavoratori come detenuti"

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Partito in un punto vendita di Piacenza, l’esperimento dell’Obi per “l’ottimizzazione delle risorse” dei negozi della catena internazionale specializzata nel bricolage, giardinaggio e fai da te verrà esteso in un futuro non lontano in altre sedi italiane.

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Un braccialetto digitale posizionato al polso dei dipendenti permetterà agli interessati di usufruire, tramite il cosiddetto calling system, dello speciale allarme che abbatterà i tempi di arrivo degli addetti all'assistenza dei vari reparti.

Il segnale sonoro, infatti, verrà attivato col semplice click sul pulsante sistemato nel locale da parte del cliente e cesserà di funzionare soltanto una volta esaudita la richiesta di assistenza dell’utente, cioè dopo l’arrivo in postazione del commesso.

Un sistema, quello ideato dall’azienda Bbc srl, contestato con forza dalle rappresentanze sindacali italiane, a partire dai vertici toscani della UilTucs pronti a dare battaglia per evitare l’introduzione generalizzata del segnalatore non a caso paragonato dal segretario generale Marco Conficconi all’apparecchio di controllo per detenuti.

(Un sistema per richiamare a distanza i commessi: Obi, l'esperimento a Piacenza)

Se da un lato i rappresentanti dell’Obi hanno assicurato di voler perseguire l’unico scopo di rendere più efficiente il servizio per la clientela dei suoi punti vendita in Italia, dall’altro fronte della barricata i lavoratori sembrano intenzionati a contrastare a tutti i costi la “prevaricazione umiliante” determinata dalla sperimentazione prima a Piacenza e successivamente in altre sedi, con ogni probabilità in Toscana, del dispositivo per chiamata a distanza.

Il calling system progettato dalla Obi, denunciano alcune forze sindacali da tempo in aperto conflitto con la controparte aziendale, altro non sarebbe che una sorta di imitazione del braccialetto elettronico usato dalle autorità di polizia per controllare i movimenti dei carcerati, essendo concepito secondo il segretario generale della UilTucs come uno strumento di “costrizione e sottomissione” dei commessi.

La tappa sperimentale di Piacenza, nella road map della “modernizzazione” della rete di punti vendita messa in cantiere dall’azienda, dovrebbe essere un primo trampolino di lancio in vista del possibile sbarco del "calling system" nel resto d’Italia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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