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Occupazione: previsioni per 64 mila unità in meno

Il mercato del lavoro registrerà nel IV trimestre un ulteriore calo di 64 mila unità. Queste le previsioni di Unioncamere. Se, infatti, le entrate previste dovrebbero attestarsi a 94 mila unità, le uscite dovrebbero esserne 158, il 57% dei quai per scadenza di contatto, il 6,7% per pensionamento e il 36% per dimissioni ed altri motivi.

Quasi la metà di questa contrazione si dovrebbe concentrare nel settore turistico, nel quale evidentemente stanno avvicinandosi alla scadenza i rapporti di lavoro di oltre 40 mila profili operai e non qualificati, in maggioranza con contratti a termine a carattere stagionale. A un terzo dei nuovi assunti sarà proposto un contratto a temo indeterminato. Il 15% delle assunzioni previste sarà destinato a laureati e un altro 46% a diplomati, che nella metà dei casi potrebbero essere giovani in uscita dal sistema formativo.

Le regioni in cui si registrano le più consistenti riduzioni di personale sono il Mezzogiorno, con 28 mila unità in meno e il Centro con le sue 24 mila unità. Dovrebbe andare meglio nel Settentrione del Paese. Nel Nord-Est si dovrebbe registrare il maggior numero di assunzioni (34.700) con un saldo a fine trimestre di -6.500 unità, grazie ad una sensibile ripresa del settore degli Altri servizi. Nel Nord-Ovest, invece, le 27 mila unità di uscite previste (il valore più basso a livello nazionale) sono superiore di sole 5 mila unità alle entrate attese. In queste regioni, inoltre, l'industrianon solo non perde, ma anzi prevede di accrescere la propria base occupazionale, tanto che il saldo occupazionale risulta attivo di 400 unità.

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