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Il Governo fa dietrofront sulle quota rosa nei CdA

Il Governo ha fatto un passo indietro riguardo alle quote rosa. Ha ritirato, infatti, il parere negativo sull'emendamento che prevedeva entro il 2015 il 30% di donne nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa o a partecipazione pubblica. Tuttavia, il Governo ha accolto la richiesta di Confindustria di far slittare l'obbligo al 2018.

Il disegno di legge, entrerà in vigore dopo 1 anno dalla pubblicazione dalla Gazzetta Ufficiale ed è stato stabilito l'obbligo del 20% di donne nei CdA tra il 2012 e il 2015, e del 33,3%, con approssimazione lasciata alla volontà delle aziende, tra il 2015 e il 2018. Il provvedimento sarà vagliato dal Senato martedì 15 marzo, e in caso di approvazione, il testo dovrà tornare a Montecitorio. Rispetto al decreto originario, Il Governo ha apportato delle modifiche, come la tolleranza per chi non rispetta l'obbligo, che esclude la sanzione immediata a favore di una diffida, seguita da multa e in ultimo dalla decadenza dei CdA.

La Senatrice di Futuro e Libertà, Maria Ida Germontani, che aveva proposto 2 rinnovi per l'emendamento, si è dichiarata soddisfatta: 'Mi sembra un buon risultato. L'approdo in aula è importante perché si dà un risalto ad un provvedimento del genere. Questa è un'occasione per affermare la dignità del Parlamento'.

(foto © Lapresse)

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