Excite

Orario di lavoro: flessibilità sì, ma per tutti

Fra le tante conquiste che i lavoratori avevano fatto nel secolo scorso c'era anche quella delle 40 ore di lavoro settimanale. Ma oggi sembra che l'orario di lavoro, benché formalmente rispettato, sia tornato di fatto almeno al 1923, anno in cui si limitò l'orario giornaliero a 8 ore, e quello settimanale a 48.

Fu solo nei primi anni settanta che su impulso dei contratti di categoria venne introdotta la settimana di 40 ore con 5 giorni lavorativi. Ma nel 2003 la materia dell'orario di lavoro è stata nuovamente modificata, e non si è trattato di un cambio superficiale.

Recependo un direttiva europea, il governo approvò un decreto fortemente contestato al tempo da Cgil, Cisl e Uil, soprattutto in quanto limitava l'autorità del contratto nazionale rispetto a quello aziendale e territoriale nel determinare la flessibilità dell'orario di lavoro.

In sostanza, oggi esistono diverse tipologie contrattuali di sistemi di orari, che tengono conto di specificità settoriali e professionali. Sistemi di orari dei quali è consigliabile avere almeno una conoscenza approfondita, che non bisogna aver timore di richiedere al proprio datore di lavoro, obbligato per legge a rendere queste informazioni chiare e accessibili a tutti i dipendenti.

Ora di inizio, intervalli e termine del lavoro devono essere affissi in un luogo stabilito, e a ciò ci si deve attenere, soprattutto per quanto riguarda i dipendenti nel far valere il proprio diritto al riposo e al tempo libero.

(foto © delegazionepse.it)

lavoro.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017