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Parasubordinati: come cambia la disoccupazione con il DDL Lavoro

Per i lavoratori parasubordinati, la disoccupazione ordinaria - intesa come indennità dell'INPS - spesso è un miraggio. In base alla normativa vigente, infatti, per poterla ricevere è necessario avere versato almeno 52 settimane di contributi "nel biennio precedente l’inizio del periodo di mancanza di lavoro", vincolo che esclude, di fatto, chi non ha mai avuto contratti di dipendenza. Una situazione destinata a cambiare con l'emendamento al DDL Lavoro 2012, che chiede di introdurre un'indennità una tantum per i parasubordinati.

Disoccupazione per i parasubordinati: com'è

Come recita la circolare n. 74 dell'INPS, i parasubordinati per la disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali devono "far valere almeno un anno di contribuzione ovvero 52 contributi settimanali che si collocano, anche non continuativamente, nel biennio precedente l’inizio del periodo di mancanza di lavoro". Nel dettaglio, i contributi settimanali validi sono quelli:

  • "da lavoro dipendente accreditati/dovuti nel biennio antecedente alla cessazione/sospensione del rapporto di lavoro che determina la domanda di prestazione";
  • "accreditati nel medesimo biennio per la iscrizione, in via esclusiva, alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/95 relativi a periodi svolti sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nella misura massima di tredici settimane", per quanto concerne, in via sperimentale, "le indennità relative a cessazioni del rapporto di lavoro intervenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2010".

Le tredici settimane citate si ottengono conteggiando separatamente i periodi riferiti ad anni diversi (tenendo presente i signoli massimali) e poi facendo la somma come segue:

  • calcolando i minimali retributivi giornalieri degli anni di competenza: minimale retributivo anno diviso 365;
  • dividendo l'imponibile contributivo (contributi versati alla Gestione separata nel biennio precedente lo stato di disoccupazione, anche non continuativi) per il minimale retributivo giornaliero vigente nell'anno preso in considerazione;
  • dividendo il risultato ottenuto per 7 e approssimando per difetto.

Disoccupazione per i parasubordinati: come diventa

L'emendamento al DDL Lavoro 2012 presentato da Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl) dice che per i parasubordinati la disoccupazione deve essere calcolata 'una tantum', prevedendo per esempio una cifra di 6 mila euro per chi ha lavorato 6 mesi in regime di collaborazione. Inizialmente si tratterà di una sperimentazione di durata triennale e, se andrà bene, la misura passerà a regime, diventando una mini-Anspi, come conferma anche Elsa Fornero: "se l'economia si riprende, comincia a crescere e i redditi dei lavoratori crescono un po', allora forse si può passare, dopo questi tre anni di sperimentazione, a un ammortizzatore sociale che somiglia di più a quello che l'Europa ci chiede". L'obiettivo dichiarato del Ministro del Welfare, infatti, è di fare in modo che l'indennità sia "più accessibile" e costituita da un importo "più dignitoso di quello precedente".

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