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Partita IVA e lavoro dipendente: le novità 2012

Partita IVA e lavoro dipendente sono due cose che non dovrebbero coesistere, invece una delle (cattive) abitudini più radicate in Italia è proprio quella di trattare i liberi professionisti come se fossero impiegati (senza però i loro benefici). Uno stato di fatto al quale ha dichiarato guerra il governo Monti, che ha deciso di porvi fine con una serie di provvedimenti ad hoc inseriti nel DDL Lavoro 2012. Ecco quali sono.

DDL 2012: come cambia la Partita IVA

Per porre fine allo scorretto binomio Partita IVA e lavoro dipendente, i relatori del DDL Lavoro 2012, Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl), hanno introdotto una serie di emendamenti ancora più restrittivi rispetto al testo originale del Decreto.

In particolare, la novità più significativa è rappresentata dalla cosiddetta 'presunzione di regolarità', una norma in base alla quale le Partita IVA con un fatturato annuo superiore a 18 mila euro possono essere considerate - con un buon margine di sicurezza - 'vere' e pertanto non suscettibili dei controlli per individuare eventuali rapporti di dipendenza lavorativa mascherati da collaborazione in regime di libera professione.

Al di sopra di questo reddito, pertanto, non sussistono i requisiti per far scattare l'assunzione, che invece ha luogo quando il fatturato è inferiore a detto limite e si manifestano almeno due delle seguenti condizioni:

  • durata della collaborazione superiore a 8 mesi;
  • retribuzione del collaboratore pari all'80% del suo reddito complessivo annuo;
  • presenza di una postazione fissa in azienda, dove il 'libero professionista' esercita la propria attività.

Come si può vedere, dunque, le modifiche proposte da Treu e Castro al testo originale del DDL sono orientate a rendere più stringenti i parametri per determinare la cosiddetta 'presunzione di collaborazione dipendente', che obbliga l'azienda ad assumere il professionista. Una vera e propria rivoluzione, che costringe all'angolo molte realtà dell'imprenditoria italiana, non solo medio-piccole. Come afferma Treu, infatti, "in Rai non si salva più nessuno a meno che non le paghino bene. Dovranno cambiare 'trucco e parrucco'".

Partita IVA: i numeri del 2012

Partita IVA e lavoro dipendente vanno (troppo spesso) di pari passo, lo dimostrerebbero anche i dati relativi a marzo 2012 diffusi dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, che ne contano 62.284 aperte in un solo mese, con un incremento del 7.4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Troppe, secondo lo Stato, a maggior ragione in considerazione della "netta preponderanza" di richieste da parte di persone fisiche: +14.3%, con un 51.3% di giovani sotto i 35 anni di età. Una situazione poco chiara su cui il DDL Lavoro potrebbe fare finalmente luce.

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